Da Seattle a Roma
Diego Piacentini
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Buonasera Diego Piacentini,

si vede che il progetto è ambizioso ed è indubbio che lei ha tutte le carte per farcela, visti i suoi successi professionali.

Mi permetto di aggiungere un unico suggerimento: parlate con gli utenti soprattutto con i commercialisti, avvocati e consulenti del lavoro che tutti i giorni si “scontrano” con le varie piattaforme digitali della varie amministrazioni. Scoprirete che ogni Ente, Ufficio, Agenzia, etc. ha il suo software, la sua procedura, i suoi numerosi problemi: malfunzionamenti con quella versione Java, o bug con quei lettori di smart card. L’ Agenzia delle Entrate ha Entratel, la Camera di Commercio FedraPlus e Dike, l’Inps il Saol, l’Inail il Durc on line, ecc. Insomma va bene — come dice lei — non buttare quello che già c’è, ma a mio avviso invece servono degli standard dettati dall’alto che impongano alcune caratteristiche comuni oggettivamente valide e proiettate verso il futuro. Ad esempio tutto potrebbe essere web e cloud, le maschere avere la stessa logica, l’avanzamento tra uno step e l’altro, ben evidenziato e con possibilità di tornare indietro e così via. Inoltre così facendo, gli utenti, oltre a confrontarsi con interfacce più moderne e user friendly, avrebbero il vantaggio di trovare “famigliari” le diverse piattaforme dei differenti uffici.

Credo che una mezza rivoluzione serva a poco (perché sarebbe il contentino che gli Uffici darebbero ben sapendo che tutto ben presto tornerebbe come prima). Occorre una vera rivoluzione. Ma per farla serve sufficiente forza politica ed un lasso di tempo ragionevole, oltre che un buon team competente e motivato (magari non costituito esclusivamente da informatici).

In ogni caso è coraggioso e lodevole quanto si impegna a fare. Per questo ha tutta la mia stima e, come italiano, anche la mia riconoscenza.

In bocca al lupo!

Stefano Sirocchi

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