Emigranti italiani

Dopo aver conosciuto qualche italiano a Londra voterei per la Brexit. Con una fetta abbondante della vecchia emigrazione italiana oltreoceano sarei stato salviniano ante-litteram. Gli italiani di Slovacchia, poi, sono una risma a parte: maestri di stile, chè loro sono italiani e sanno come si vive, si mangia, e si fotte, ma intanto hanno studiato all’universita’ di Casamassima, non sono mai usciti dalla provincia di Bari e al massimo si sono fatti la cugina, ma solo quella cessa. Per caso ci sta pure qualcuno buono.
La genia degli emigranti italiani è varia. I più straccioni in Cina erano i businessman con i soldini di papà - gli ambasciatori alle vongole del capitalismo italiano. “Di quale attivita’ ti occupi?”, chiesi ad uno. “Alto business”, mi rispose, e evidentemente il quarantenne era a Shanghai perchè la famiglia se ne era voluto liberare. Era più accattone dell’ottantenne italo-canadese che passava le giornate a raccattare ciarpame in giro. Almeno lui correttamente spiegava che “la lingua italiana te la scordi, ma l’inglesi non lo impari”.
I vecchi immigrati italiani — quelli che sono partiti negli anni Cinquanta e Sessanta- sono tutti fascisti. O almeno una larga maggioranza. Parlano il dialetto degli anni Trenta, credono che l’Italia sia ancora agli anni Trenta, e pensano come gli italiani degli anni Trenta. Sono dei fossili: per vedere la storia d’Italia non bisogna andare al museo, ma in provincia di Melbourne a parlare con questi mausolei. Preghiamo ogni giorno che a qualcuno non venga in mente di tornare in Italia.
A furia di parlare di “cervelli in fuga” — e sono tanti, assieme a pletore di ragazzi ambiziosi e affamati di vita — ci scordiamo che abbiamo pure aperto i recinti degli asini. A Londra- 330 mila italiani residenti registrati, la quinta “città italiana”- c’è di tutto: ci sono i ragazzi brillantissimi che lavorano nella City, quelli che lavorano da mattina a sera alla maniera degli immigrati in Italia, ma c’e’ pure il pianeta delle scimmie —sottobosco di umanità varia che non erano buoni in Italia e ora magari ci danno pure lezioni su quanto fa schifo l’Italia, direttamente dal loro sottoscala fittato in zona 6. Vivono con sette pachistani ma schifano gli immigrati, e giustamente i pachistani li bullizzano pure.