Il santuario del 70%

La Stravincita” potrebbe essere il titolo che racchiude tutti i titoli dei giornali di stamattina, quelli che proclamano Matteo Renzi, mister 70%, dominus del Partito Democratico. Un leader all’estrema potenza, anche se lontano dalle votazione per acclamazione di Papa Craxi I, che più di congressi, quelli del PSI sembravano giorni passati in Conclave. Ma questa è la differenza sostanziale, il Pd ha chiamato il suo popolo per scegliere l’uomo che dovrà battere Grillo.

A man’s gotta do what a man’s gotta do.” direbbe quest’uomo dalla forza interiore infinita e infatti così sono state queste primarie, anzi, #primarie, una prova di forza tra i Rottamatori, i Giovani Turchi e Michele “The Punisher” Emiliano. Matteo — gli diamo del tu come facciamo con Silvio — ha quindi “stravinto”. Si è fatto vedere di meno in tv, i riflettori hanno sentito la sua mancanza, il politico pop ma che non è ancora riuscito a diventare folklore popolare, fondamentale in un paese ancora fortemente intriso di un retaggio pagano come l’Italia, il novus rex ha una grossa responsabilità sulle spalle: impedire al MoVimento di governare il settimo paese più industrializzato al mondo ed evitare di contagiare tutta Europa. Quelli che diffondono notizie false, che offendono le nostre madri, che augurano la morte, che usano tanti punti esclamativi e fin troppi punti sospensivi.

Proprio come una serie tv questa vittoria sembra proprio l’inizio di un grande season finale e speriamo di non rimanere delusi da questo ultimo slancio di Renzi e il suo Viaggio dell’Eroe.

Non sentire il greve peso del passato e vivere nel tempo presente sarà la sfida di Renzi, non solo in una parte del suo storytelling, ovvero il linguaggio atroce che a volte è capace di mettere in campo come “ci metto la faccia , anche se il discorso di sconfitta del 4 dicembre ha fatto commuovere non poche persone in una delle salette del Pd della mia città. Renzi dovrà agire nel presente e far capire che tutti devono viverlo cavalcando la cresta dell’onda finché la Tempesta non sarà finita.

Ma la Tempesta arriva sempre.