Silenzio!

Assassino che, col tuo voto complice, all’urlo di “meglio a casa loro” anneghi i bimbi nel Mediterraneo, ora ghigni di egoismo a chi ne da la vita.
Padre del week end da poltrona in curva sud, e tutti-i-santi- giorni-a-lavorare, assente cronico a tuo figlio, che ritwitti “la figura paterna non può mancare”.
Babbi e mamme parassiti che campano la prole di nonni, zie, cugini e vicini, consumandoli, che in palestra, tre giorni a settimana, ansimate: “ma che figli verranno su senza una coppia di genitori?”
Troie di regime che piangete davanti allo scandalo della mercificazione dell’utero in affitto, rigando fard e ciprie costosissimi ottenuti da ricerche su pezzi di placenta.
Contessa da salone, bonazza a partita iva, che hai riparato col matrimonio ad una pecorina sul sedile posteriore, che posti in maiuscolo l’inarrivabile amore genitoriale. 
Vegana femminista, che ti concedi in moglie al negrone rasta di moda, che ti copri il capezzolo con cellulosa trasparente mentre allatti il tuo mulatto, e blateri sull’insostituibile fisicità del rapporto madre-piccolo.
Prete bavoso, che accompagni il bimbo a fare pipì ad a tener giù le mutandine, che predichi la sacralità della Santa Famiglia.
Maschio che accogli la tua bimba ogni sera, e la baci e la abbracci, con ancora sul mento il sugo caldo della figa di quell’altra, che stamane hai vinto per la battuta più brillante sulla fedeltà del sesso fra ricchioni.
Brigadiere che ti compri il rene, vecchia scolata cinquantenne botulimica, animalista piagnona che pannolona il barboncino, nano commendatore vestito da biancaneve, che nelle cene ai ristoranti cinesi, pronunziate in coro “contro natura”.
Fate silenzio, che il piccolo Tobia dorme.
Ammirate, bestie senza cuore.
E davanti alla purezza di un gesto d’amore immenso, inchinatevi.
Ed imparate.

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