immagine di Tostoini

Dico (e faccio) sempre le stesse cose

Ovvero: di quello che mi riesce bene, far incontrare le persone


Un po’ di anni fa ho letto il primo libro pubblicato in Italia sul Personal Branding e l’ho riempito di post-it e orecchiette, l’ho prestato un po’ in giro e prima che tornasse nella mia libreria sono stata a un evento che si chiama Pane Web e Salame dove ho incontrato Luigi Centenaro per la prima volta. Poi è successo che anni dopo è uscita un seconda edizione del libro e dentro ero citata anche io.

Dipingo per me stessa perché trascorro molto tempo da sola e perché sono il soggetto che conosco meglio, Frida Kahlo

Fine del momento autoreferenziale?

No che non finisce qua: io faccio e dico sempre le stesse cose e parlo di me perché sono l’esempio che conosco meglio, appunto.

Quindi succede che Luigi e io poi siamo pure diventati amici perché — è chiaro — ho sempre quest’idea del conoscere solo gente che fa/dice cose interessanti.

Faccio sempre le stesse cose, dicevo.

E Luigi nel libro raccontava di come io, che ai tempi lavoravo in Mondadori, mettessi spesso la mia rete a disposizione dei progetti su cui venivo coinvolta.

E faccio sempre le stesse cose anche ora che ho cambiato lavoro.

Per un po’, nel tempo libero che rubavo al sonno, dopo l’uscita di Due gradi e mezzo di separazione per Sperling&Kupfer ho organizzato una serie di incontri con persone belle, al mattino prima di andare al lavoro. E l’ho fatto coinvolgendo chi avevo la fortuna di conoscere e incontrare grazie anche agli interessi condivisi in Rete.

L’idea mi era venuta leggendo delle colazioni al Walbrook club di Mrs Moneypenny nome dietro il quale si nascondeva Heather McGregor, head hunter della City e editorialista del Financial Times.

Perché tutti volevano partecipare alle sue colazioni? Non per il tema, ma per le persone che si aveva occasione lì di incontrare.

Forse sarei una brava PR se mi piacessero le persone

È così che in Webranking ho ripreso a organizzare colazioni insieme a NH Hotel Group — grazie alla cui ospitalità avevo organizzato anche il ciclo di colazioni di #duegradiemezzo — e che serve la colazione questa volta a domicilio nel nostro nuovo ufficio di Milano. Alle 8, puntuali, prima di iniziare la nostra giornata di lavoro, qui ospitiamo una Breakfast Learning.

L’idea è sempre la stessa: condividere idee, energia, stimoli per lavorare e vivere meglio. E per capire dove stiamo andando, anche grazie alla Rete.

Fin qui abbiamo ascoltato Paolo Iabichino, Jacopo Cirillo, Giulia Blasi, Marco Mazzei e prima dell’estate avremo ospite quella gran figa di Ambra Garavaglia.

Cosa succede a colazione?

Io faccio sempre le stesse cose, dicevo. E sempre imparo cose nuove. E faccio domande. Chi partecipa pure. E beviamo caffè. Tanti. Che quando faccio io sono decaffeinati, ma per errore.


Anzi ho già il prossimo post, inizia così : 
— Cosa ti piace fare? 
 — Quello che mi riesce bene.
 — E quello che non sai fare?
 — Lo imparo, e in fretta. Perché se c’è una cosa che mi riesce davvero bene è imparare le cose.