Dal cartaceo al digitale

I primi tempi — quando si iniziava a parlare di “libro digitale” o di “e-book”– da appassionato divoratore di materiale cartaceo mi ero lanciato totalmente nel dissenso più totale. Il libro di carta non poteva mai essere soppiantato da uno schermo! Me lo ripetevo continuamente e interiormente mi auguravo che il mercato degli e-book fallisse.

Giunto fra le mie mani il primo iPad della storia iniziai a godere degli innumerevoli vantaggi che questo strumento delineava: video, foto, navigazione veloce e agevole, scrittura su schermo, agenda, appunti… la mia vita che si semplificava in molti versanti del quotidiano. Divenni quindi difensore assoluto di tutto ciò che era digitale, ma non sui libri!

Fonte: http://gadgetsin.com

L’applicazione iBook non mi confortava. Provai a leggere qualche libro sullo schermo dell’iPad e addirittura lessi un intero romanzo con l’iPhone, ma ben presto mi stancai di questa notevole tortura: gli occhi si stancano, la parola digitale non è come quella stampata, la sottolineatura era complicata, macchinosa e difficile… avevo nostalgia del profumo e della fragranza della carta. In fondo il mio “amico libro” per quanto pesante ed ingombrante era sempre il migliore.

“Evviva l’iPad ma non per leggere e studiare”, questo era il mio motto (all’epoca ero ancora studente di teologia). Usavo il tablet per consultare la Bibbia e i dizionari, per recitare la Liturgia delle Ore, per leggere il giornale, ma non per i libri, assolutamente non per i libri.

Restai nella totale disinformazione a riguardo e quando emersero le prime notizie sui nuovi e-book reader ad inchiostro elettronico le snobbai totalmente; mi sembravano tecnologie fallimentari, anzi: tablet a basso costo per chi non si poteva permettere un iPad.

Ne vidi alcuni esposti nelle librerie. I primi effettivamente lasciavano molto a desiderare ma poi la mia arroganza mi portò a pensare che fossero tutti “schifosi” e indegni di essere presi in considerazione.

Fonte: http://hipertextual.com

Ho messo solo l’anno scorso le mani per la prima volta su un Kindle. All’improvviso mi crollò la cortina che velava i miei occhi sulla meraviglia dell’inchiostro elettronico! Lo acquistai e oggi mi ritrovo fra le mani il nuovo Kindle Paperwhite… amici inseparabili.

La carta è ovviamente affascinante, sublime per molti aspetti ma il Kindle ti semplifica veramente la vita, rende agevole la lettura, ti permette di avere tutti i tuoi mille libri con te, tiene il conto delle pagine, sottolinea, definisce… una vera e perfetta “goduria”.

Fonte: www.macitynet.it

L’inchiostro elettronico a 300 dpi e lo schermo retroilluminato non ti stancano gli occhi e simulano perfettamente la carta stampata. Puoi leggere tranquillamente sotto il sole e nessun riflesso sarà sul tuo schermo, il vento può soffiare ma non ti si gireranno le pagine, sarai totalmente immerso nella lettura: bellissimo! Una sensazione magnifica.

Ovviamente non faccio pubblicità ad Amazon, oltre al Kindle esistono altrettanti e-book reader di alta qualità, io parlo del Kindle perché mi sono legato a questo strumento e mi piace l’affidabilità (anche se un po’ blindata) del Kindle store. Sono molto combattutto riguardo all’acquisto del libro digitale, anche se poi li pago, perché a mio avviso un prodotto digitale che abbatte notevolmente i costi della stampa non può costare poco meno del libro cartaceo, dovrebbe costare come minimo la metà! Ma lo stato italiano ovviamente ama tassare sempre la cultura e l’informazione e quindi dobbiamo per forza di cose godere di questi “privilegi”.

Lascio ogni polemica perché non voglio essere tale in questo primo articolo del mio blog su Medium, e ritorno alla carta digitale. Ora afferro il mio Kindle e nell’afa di queste giornate estive stacco dalla scrittura e mi affondo nella lettura, niente di meglio per passare questo caldissimo pomeriggio.

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