Le sanitarie

Così si entra nel mondo delle sanitarie.

E ci si entra a fatica, a dire la verità, perché nel novanta per cento dei casi, si tratta di esercizi commerciali claustrofobici, angusti all’inverosimile, stracolmi di merce impilata e in equilibrio precarissimo, passeggini parcheggiati a spina di pesce, neonati urlanti, neo mamme con capelli sudati incollati alla nuca.

Di solito, in fondo a corridoi ostruiti come vene, accoccolato in una penombra consolatoria e nutriente, spunta il viso stretto e imperturbabile del proprietario.

È Shylock, vuole la sua libbra di carne.

È Peter Pan. L’isola che non ti aspettavi è proprio qui, secondo scaffale a destra, questo è il cammino, e poi dritti fino allo scontrino perfetto.

Le fiabe qui non entrano, il latte costa, le vitamine costano, la vita costa.

Dappertutto c’è un odore buono di creme dall’incredibile potere emolliente e latte in polvere. Le donne sanno esattamente dove andare, guidate come sono dal radar dell’istinto materno e della sua logica infallibile. Gli uomini no, guidati come sono dall’ansia di sbagliare e dalla smania di dimostrare che tra pannolini e tettarelle un uomo può sentirsi a proprio agio, sbattono come mosche sui vetri. Quindi gli uomini chiedono. Dove trovo questo? Dove trovo quello? Dove mi trovo io? Chi sono? Chi ero prima che tutto questo mi ingoiasse?

La sanitaria è il muscolo indolenzito della dolcezza. Ogni sorriso è una contrattura, ogni gesto ha una contropartita economica, e la vita, in polvere o in gocce, in puro cotone, in confezioni da sei o da otto, in flaconi o in bustine, finisce sempre per fartela pagare.

L’importante è costringere il cervello a soprassedere. Tornare a casa con buste colme di latte, salviettine e detergenti e figurarsi come uno spasimante, col volto nascosto da un gigantesco mazzo di rose rosse. E poi porgere il bottino, dirle che questo tipo di cotone allevia il rossore del culetto e celare in un gesto così ordinario una nuova dichiarazione:

Prendi, questa è la mia stanchezza, offerta in sacrificio per noi, ho sfilettato il mio cuore fino a farne petali, camminaci sopra. Calpestami ed io sarò sollevato.
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