Il futuro di prima

Rivoglio il futuro di prima, quando a giugno, appena finita la scuola, ci sbattevano in oratorio, ci dividevano in squadre, mi mettevano un berretto verde in testa e dicevano: “Tu sei della squadra della Terra, loro sono il Sole, quelli sono il Vento, poi c’è Aria, Acqua e Fuoco. Quest’anno dobbiamo vincere, dobbiamo mettercela tutta, hai capito?”

E a me di vincere o perdere non fregava niente, volevo solo ciucciarmi il ghiacciolo al limone, vedere le bambine sudate e immaginare come sarebbe stato baciarne una.

E poi pensavo alle scuole rimaste vuote, e immaginavo di introdurmici furtivo, fluttuare per i corridoi deserti come una sonda in una colonscopia e scrivere sui muri «Mariangela sei bona!»

Rivoglio il futuro di prima, quando settembre era irraggiungibile, ed io ero l’unico a non avere il Liquidator e l’Atala Cross, ed ero inconsolabile per questo.

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