Castello Bran tra realtà e fantasia

Testo e fotografie di Dorin Mihai

Il castello di Bran, conosciuto ai più come il Castello di Dracula, è la fortezza più famosa e visitata della Transilvania e si trova a Bran, a pochi chilometri dalla città di Brasov. Costruito nel ‘300 da Ludovico I D’Angiò come posto di guardia, il Castello Bran è arroccato su una parete rocciosa all’interno di una stretta gola. Questo ambiente drammatico e spettacolare ha aiutato ad accrescere l’alone di mistero e di leggenda che lo avvolgono.

L’architettura del Castello di Bran si è evoluta nel corso dei secoli ma sono i caratteri gotici, le scalinate strette e tortuose, le camere a graticcio, i passaggi sotterranei e le torri che gli conferiscono un sapore misterioso e affascinante. Il castello, che oggi ospita il Museo di Arte Medievale, incarna la vivida immaginazione dell’autore irlandese Stoker che, pur non avendolo mai visto, lo ha inserito con ottimi esiti nel suo romanzo gothic horror Dracula.

Dracula è un personaggio immaginario. Il suo nome deriva dal soprannome di Vlad l’Impalatore, sovrano rumeno vissuto tra il 1456 e il 1462, il quale viene descritto dagli storici come un despota spietato e sanguinario. In realtà il legame tra Dracula e il Castello di Bran è, purtroppo, più che debole. Vlad l’Impalatore, l’ispiratore di Dracula, fu uno dei sovrani medievali più raccapriccianti che combatterono una serie di campagne militari nella zona intorno al Castello durante il XV° secolo.

Principe di Valacchia, è conosciuto come Dracula poiché figlio di Vlad II, soprannominato Vlad Dracul. Il soprannome Dracul è dovuto ad un gioco di parole: nel XV° secolo Vlad II coniò delle monete con l’emblema di un drago e il popolo, credendo che il loro sovrano avesse stipulato un patto con il diavolo, iniziò a chiamarlo Vlad Dracul (Vlad il Diavolo) invece di Vlad Dragonul (Vlad il Drago). Successivamente, complice la traduzione in altre lingue, la parola “dracul” fu associata alla parola “vampiro”.

Nel 1457 Dracula dichiarò guerra a Matyas Corvino (Matei Corvin), monarca ungherese, e invade la città di Brasov impalando nobili e cittadini. Tuttavia qualche anno più tardi la Valacchia non riesce a difendersi dall’avanzata dei turchi e Dracula, sconfitto, è costretto a fuggire nel castello di Arges.

In questi anni i suoi nemici, per vendetta verso Dracula, pubblicarono un libro per raccontarne la crudeltà. Da qui, arricchita anche di folclore, nasce la leggenda moderna di Dracula.

Fu così che nel 1897 lo scrittore irlandese Bram Stoker pubblicò un libro su Vlad Tepes III Dracula, dando inizio al nuovo genere letterario chiamato “La letteratura del Vampiro”, che ancora oggi gode di una popolarità internazionale.

Bram Stoker però non visitò mai la Romania. Nel descrivere l’immaginario Castello di Dracula partì da una descrizione del Castelo Bran disponibile alla fine del XIX secolo in Inghilterra. In effetti il castello, così come appare in rotocalco stampato nella prima edizione del romanzo “Dracula”, sembra essere sorprendentemente somigliante al Castello di Bran.

Per inciso, si sospetta che per descrivere il Castelo di Dracula Stoker trasse ispirazione dalla descrizione del Castello di Bran scritta da Charles Boner all’interno del suo libro “Transilvania: i suoi prodotti e la sua gente” (London, Longmans, 1865).