Il plutonio? E’ per sempre!

Just give me the warm power of the sun,

Give me the steady flow of a water fall
 Give me the spirit of living things as they return to clay

Just give me the restless power of the wind
 Give me the comforting glow of a wood fire
 But please take all of your atomic poison power away

(“Power” — The Doobie Brothers, John Hall, James Taylor

No nukes: The Muse Concerts For a Non-Nuclear Future)

Nel lontano 1986 (più o meno un secolo fa), sull’onda emotiva (si dice così) del disastro di Chernobyl, un giovane segretario nazionale di Legambiente guidò una manifestazione antinucleare che raccolse 200.000 persone a Roma. Di lì a poco, sulla stessa onda emotiva (si dice sempre così), nel 1987, con oltre un milione di firme raccolte in pochi mesi, il referendum sull’energia nucleare decretò l’abbandono dell’opzione nucleare in Italia.

Da allora molta acqua è passata negli impianti di raffreddamento delle centrali nucleari (estere, ovviamente). La tecnologia ha fatto i soliti passi da gigante: gli impianti nucleari sono ormai di terza generazione, presto saranno di quarta generazione e un giorno, non lontano, diverranno di quinta generazione. Le generazioni più avanzate guardano alle precedenti come noi guardiamo ai Cro Magnon, come uno smartphone con Android potrebbe guardare ad un Motorola Startac.

Un ripensamento si impone, magari radicale. Fioriscono o rifioriscono le associazioni per il rilancio dell’energia nucleare in Italia: la gloriosa Associazione Italiana Nucleare, l’Associazione Ambientalisti per il Nucleare, gli Scienziati per l’Energia Nucleare ecc.

Nascono anche organizzazioni no-profit volte esclusivamente al dibattito, come il Forum Nucleare Italiano, presieduto dallo stesso giovane segretario nazionale di Legambiente del 1986. Il vasto movimento d’opinione non trova insensibile il legislatore: con una serie di norme profondamente volute e ben pubblicizzate ed un paio di dichiarazioni di carattere sorprendentemente non giudiziario alla stampa da parte del Presidente del Consiglio, la porta viene riaperta. Avremo anche noi 13 centrali nucleari, si tratta solo di stabilire dove, non certo di stabilire perché.

I soliti retrogradi sinistrorsi o dipietristi o ambientalisti, nostalgici di tempi che furono e intenzionati a mantenere la Patria in condizioni di soggezione energetica, hanno ottenuto il via libera per un referendum abrogativo delle dette disposizioni. Che fare? Semplice: o non se ne parla o, se proprio se ne deve parlare, almeno che parli una parte sola.

In quest’ottica il Forum Nucleare Italiano, l’organizzazione più propensa al dibattito, ci ha bombardato nei mesi scorsi con uno spot scacchistico in cui, con pazienza, il Bianco nuclearista ribatte mossa dopo mossa alle immotivate e pavide asserzioni del Nero antinuclearista. E’ noto, al di là della simbologia etica insita nel dualismo Bianco / Nero, che nel gioco degli scacchi, grazie al vantaggio del tratto, in linea puramente teorica il Bianco dovrebbe vincere sempre.

Inopinatamente, però, il messaggio super partes viene bloccato e ritenuto ingannevole dal Giurì per l’Autodisciplina pubblicitaria, su molteplici istanze proposte da associazioni e privati cittadini. Sarà quindi necessario (ed è sicuramente già pronto) un ulteriore intervento pubblicitario per sviluppare il dibattito fra i cittadini. Sempre nella stessa direzione, però.

Il problema principale che il Forum si trova a fronteggiare in questi giorni, tuttavia, viene dal sottosuolo. Lo spaventoso sisma giapponese e la catastrofe nucleare in atto, infatti, potrebbero indurre qualche sprovveduto a riconsiderare la propria posizione sull’argomento, o quantomeno ad assumerne una. Esiste il fondato rischio, anche in presenza di un’opinione pubblica sonnacchiosa e ignorante, di una nuova onda emotiva (sì, si dice ancora così) antinucleare. Magari non proprio una tsunami: ma, come ben sanno gli scacchisti, quando si è in vantaggio non bisogna concedere nulla all’avversario (ammesso che esista).

In questi giorni, quindi, vediamo in televisione una lunga teoria di esperti, che ci spiegano perché dobbiamo stare tranquilli. Due perle:

  • Bianco: Sky Tg24 12.03.2011: esperto intervistato afferma che non è chiaro cosa sia crollato a seguito dell’esplosione nel reattore di Fukushima, probabilmente un edificio secondario e inutile.

Nero: Dalle immagini risulta chiaramente che ad essere distrutta è stata la gabbia del reattore.

  • Bianco: Argomento principale esposto da tecnici, scienziati ed esperti: in caso di terremoto sono molto più numerose e pericolose le esplosioni di condutture di gas e gli incendi causati dalle centrali elettriche e dai cavi dell’alta tensione.

Nero: In quei casi la radioattività non è un problema: gli incendi si spengono, le esplosioni esplodono, la radioattività rimane.

Le notizie che continuano ad arrivare dal Giappone, dove veramente l’informazione e le attività svolte sono neutrali e volte a salvare vite umane, raccontano di nuove centrali (in Giappone sono 57) a rischio di esplosione e contaminazione; di zone sempre più ampie evacuate per il rischio radioattività e fall-out; ci raccontano di 700000 persone sfollate e del rischio di un nuovo catastrofico sisma nelle prossime ore. La mossa adesso è al Forum Nucleare Italiano: sta a loro spiegarci perché tutto ciò che sta accadendo in Giappone è irrilevante ed irripetibile.

Il plutonio è per sempre.

La malafede pure.

Ugo Polli

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