Dovresti lasciarmi morire

E deve essere una malattia, una malattia rara, la mia. Una dipendenza di vita raccontata dalla bocca di altri. Sicuri che il mio non sia veleno? Altri lo chiamano amore, alcuni dicono sia solo una fissazione temporanea. Una motivazione per restare in vita, solo qualche giorno in più, finché il veleno non inizia a fare effetto. Lacrime e bestemmie che riempiono il vuoto fino all’orlo. Gli errori degli altri che diventano sensi di colpa, impiccati con una corda legata stretta intorno al cuore. Emicrania dovuta dalla vita degli altri che non è la tua e mai lo sarà. Lacrime insensate che continuano a cadere con l’unico scopo di dover dimostrare a se stessi che si sta sbagliando tutto. Non c’è cosa più orribile che rendersi conto di essere nelle mani di qualcuno. Sentirsi nudi, fragili, di fronte a chi su di noi può tutto. Non permettere a se stessi ciò che desideriamo gli altri possano fare. Rinunciare alla felicità per permettere agli altri di poterla scegliere. Rinunciare alla vita per poter permettere agli altri di poter continuare la propria. Il mio è veleno, non è affetto. La mia è una morte lenta. Disperatamente mi asciugo sulle lenzuola illuminate dalla luce della luna, spero di non svegliarmi mai, ma non mi addormenterò per potermelo permettere. Salvami dal mio stesso veleno, curati dai miei pensieri neri, salvati, uccidimi, prendimi, accettami. Piango di nuovo sul silenzio, piango di nuovo sul futuro nero, piango sul cuscino che non sorregge la tua testa immersa nei sogni surreali come surreali sono le mie felicità. Averti è tutto ciò di cui ho bisogno, possiedimi è tutto ciò che posso dirti, silenzi è tutto ciò che posso darti. Hai il potere di uccidermi, hai il potere di andartene, ma mai dalla mia mente, mai. Hai il potere di uccidermi.

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