Marzo

Il sole che seminava sorrisi sui volti di chi la vita ancora non aveva avvelenato le proprie terre, concimate dalla naturalezza degli eventi protagonisti di fronte ai loro occhi spettatori non paganti. Ogni volta che il sole scavava tra le nubi più del solito, e del dovuto, immaginavo la rinascita del genere umano illuminato dalla sensibilità che mi avrebbe accecato e poi bruciato vivo. Non c’era libro che poteva tenermi le pupille allineate verso il basso, non c’era sorriso riflesso dal sole che non meritava il mio sguardo. Come se tra tutte le persone io fossi coscienza comune, come se tra tutte quelle vite io fossi chi non era tra loro, col compito di poter memorizzare ogni dettaglio per non trasformare quello sforzo temporale in solita e banale giornata lavorativa, che altro non era per loro. Prometto, e non dovrei, che mi ricorderò di voi e di tutto questo pur continuando ad essere parte dell’evento della vita, della loro vita, che non era in loro possesso. Farò degli eventi messaggi indelebili, nessuno è meno importante in questo quadro disegnato dai miei occhi, riflesso dal sole, contornato dai sorrisi, finanziato dalla speranza.