Procede fermo

Bastano poche parole degli altri per farmi dubitare della mia stessa vita. Basta la frase più banale e stupida possibile per farmi dubitare della morte che mi perseguita. Basta uno sguardo per sentire tutto l’affetto del mondo mancato per tutto questo tempo. Mi basta vedere le persone girarsi di spalle per capire che la colpa la ho sempre e solo io. La causa che scatena le reazioni degli altri sono sempre e solo io, le colpe mi scavano le tempie, mi spremono le palpebre. Basta una parola in meno per sentire il gelido terreno premere sul mio corpo fermo, basta una parola in più per farmi ritrovare il riposo dopo giorni di sonno che stanca. Basta lo sguardo degli altri cadere a terra per desiderare di essere sotto il loro obiettivo.

Potrei piangere in silenzio solamente guardando con la mente e con gli occhi chi i propri li ha appena staccati dalla nostra esistenza. Il grigio del mondo là fuori non deve offuscare le nostre convinzioni. Mi fermo e mi faccio raggiungere sempre. Non ho il coraggio di vivere. Continuo a restare immobile, il mio corpo sarà calcare per le vetrine da rispolverare. Non riesco a vivere, ho bisogno di parole, di sguardi, ho bisogno di essere mancato. Ho bisogno della vita degli altri. La mia non regge nemmeno me stesso. Il mondo continua lentamente il suo viaggio ed io ne ostacolo il percorso. Non rimarrà nulla di me, non rimarrà nulla di noi. Troviamo il nostro niente, riconosciamo il nostro nulla e andiamoci a morire tutta la vita.

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