Tè
Continuo a sentire il bisogno di scrivere, continuo a sentire il bisogno di arrivare a sera ed arrivarci a stento con appena le forze per poter mettere nero su bianco i pensieri che cerco di salvarmi nella mente durante l’arco della giornata, sempre così conforme all'arcobaleno oscuro di giornate nere che accerchia la mia vita. A differenza di qualche tempo fa, non riesco più ad accontentarmi dei miei pensieri, sento il bisogno di scriverli e solo dio sa quante cose riuscirei a dire se solo me ne tornassero in mente almeno la metà, se solo le parole scivolassero così facilmente tra le mie dita e sulla mia lingua come scivolano nella mia mente pur essendo così spinosa e piena di ostacoli. Non so perché, non so per chi lo faccio. Spero sempre ci sia qualcuno che legga, spero sempre ci sia qualcuno che noti tutto questo sacrificio immenso e nullo a se stesso, zero in confronto al resto. Sempre in attesa di qualcuno, qualcosa.
Vedo storie già concluse, vedo pensieri raccontati, vedo sacrifici per cui ne è valsa la pena. Vedo fama per chi lotta, vedo secondi di eternità, vedo vite riuscite. Vedo tristezza negli occhi degli altri, vedo felicità nei loro gesti. Vedo combattere, vedo vivere. Tutto intorno a me si rifà con lo sguardo di chi è al secondo prima del traguardo, con lo sguardo offuscato dalle fatiche costate per poter vivere questo presente anzi che un altro. Vedo momenti raccontati con vite, vedo vite raccontate in pochi momenti. Vedo istantanee raccontare più di quanto qualsiasi mia parola riesce a fare. Vedo strade percorse, vedo passi svelti seguirsi a vicenda. Vedo tutto ciò che mi circonda e che non mi tocca. Vedo tutto ciò che non specchiano le mie mani quando si avvicinano per abbracciarmi il volto. Vedo le persone morire, ed io non muoio mai. Vedo persone sopravvivere ed io non sopravvivo mai. Vedo persone riuscire ed io non riesco mai ma vedo persone tentare, ed io non tento mai. Vedo tentativi falliti ma io non tento mai. Vedo sequenze ben distinte, vedo i secondi scorrere sopra le teste delle persone ma sopra di me il tempo è fermo e con esso la successione degli eventi che costruiscono la storia di ognuno di noi. Vedo incapacità di raccontarsi, ma vedo tentativi. Vedo inizi, vedo finali catastrofici, felici, ma mai incompleti. Vedo ogni cosa iniziare con una lettera maiuscola e finire con un punto, ma io inizio con una frase a metà, con una frase già detta, e finisco col silenzio muto di chi non sa fare altro se non ascoltarsi piangere. Il tempo è fermo ed è fermo per sé stessi. Continuo a non arrivare a nessuna conclusione, continuo a non sancire nessuna fine, continuo a dire tutto e niente, a non soddisfarmi di parole e intanto tutto intorno continua a morire. E’ già ora di aprire le soffitte e cambiare le stagioni. Sono sicuro che di tutte queste parole nemmeno una ti sazia, mi basterebbe portarti qui ad ascoltare la canzone che sto ascoltando ora nel buio artificiale delle mie mura per saziarti di tutto.
In realtà non riuscirei mai a scrivere altro se non nebbie che offuscano soltanto, che in confronto alle nuvole non sono niente. Non riuscirei a descrivere nessun cielo, non riuscirei a narrare nessuna storia. Sento che è l’ultimo sforzo che devo fare. Sento che il giorno in cui poserò l’ultimo punto sul foglio bianco sarà il mio ultimo giorno di sacrifici. Sento che è la nota che manca per lasciare qualcosa di me in questo mondo. Dei miei disegni ho capito che non c’è colore esistente che regga il peso dei miei significati, della mia vita ho capito che non c’è persona in grado di riuscire a sentirne il peso e reggerlo così con me. Vorrei poter parlare di qualcuno che con i suoi passi riesce a chiudere la circonferenza del mondo che mi descrive, invece il mio mondo è disegnato e delimitato soltanto dall'intera esistenza delle cose, dalla complessità di tutto ciò che è nato dalle nostre mani. Lo stesso spazio per la mia mente è un posto chiuso e poco definito. Non ho lo sguardo di chi, osservando il cielo di notte, riesce a vedere la propria vita liberarsi oltre il soffocamento della propria mente. Non c’è nessuna stella su cui appoggiarsi, nessuna luna su cui fare affidamento, nessuna galassia su cui mettere su famiglia e mi dispiace, mi dispiace, mi dispiace per tutti coloro che hanno anche solo una volta nella vita incrociato il mio sguardo e questo mi basta per passare la vita a pensare a tutti coloro che si ricordano di me avendomi soltanto intravisto tra il lampione ed il marciapiede che da verso il centro storico delle città passate. Continuo a ritrovarmi le dita avvolte da capelli persi ogni volta che cerco di disappannare la vista, continuo a sentire nuovi flussi di sangue scorrere sotto la mia pelle ogni volta che mi stringo forte per accertarmi di me stesso.
Anche oggi nulla è stato fatto per me stesso. Anche oggi nulla è stato fatto per il mio futuro. Anche oggi nulla è stato fatto per gli altri. Anche oggi nessun progetto è stato mandato avanti, anche oggi nessun progetto è stato pensato. Anche oggi non ho scritto nulla che possa richiamare l’inizio della fine che un giorno riuscirò a descrivere. Anche oggi la giornata mi è stata descritta da una fitta pioggia che non ha sfiorato nemmeno i vetri sui miei occhi. Anche oggi non ho vissuto e non ho fatto nulla. Anche oggi i pensieri han fatto di me l’ennesima personalità, l’ennesima persona nata da un risveglio e morente prima della mezzanotte del giorno stesso. Non riesco ad immedesimarmi nelle vite degli altri, eppure io ne ho infinite. Non riesco più a leggere nulla eppure mi faccio del male con le mie stesse parole. Qualcuno mi porti via da questo nulla che è la vita, qualcuno mi porti via da questo nulla senza inizio e senza fine, qualcuno smetta di prendersi gioco di me lasciandomi qui dove sono, qui dove non appartengo a niente se non a vecchie foto nei cassetti.
Manca il coraggio di rimandare i pensieri a quando gli unici ad accompagnarli saranno gli accorgimenti dei propri sacrifici vani. Tutto questo di nuovo non basta ma me lo faccio bastare per cullarmi del nulla che mi descrive. Arriverà il giorno in cui non potrò più vivere di tazze di tè dimenticato sulla scrivania e di tutto il resto che è niente, soffocato da una mente che è tutto.