Gianluca Neri e Gabriele Parpiglia sono uguali


Lunedì 12 gennaio 2014 Gianluca Neri (amico del popolo della rete) e Gabriele Parpiglia (amico di Cologno Monzese) hanno litigato.

Già prima delle 18, ora dello scontro, la tensione in classe era alta. Il popolo della rete aveva appena trovato nell’hashtag #ForzaEmma un vessillo in grado d’attutire il crollo di likeness di #JeSuisCharlie a cui, a seguito delle soddisfazioni regalate il giorno prima dalla sfilata d’anime belle di Place de la République, era impossibile chiedere di più. Se Atene piange, Sparta non ride. Non ci è dato sapere con esattezza da quale sudore si stesse riemergendo in quelle ore a Cologno, ma un amico della ridente cittadina lascia trapelare si trattasse di “caos serio”.

Intorno alle 18 i due drammi si scontrano. Gabriele, dopo 10 ore di lavoro, va in cortocircuito convincendosi dentro le mura di Mediaset che “valletta” (etichetta data da alcuni ad una prossima mansione di Emma Marrone) sia un’offesa. Apre Twitter e, stordito dal fiume di #ForzaEmma che lo travolge, si avvia verso la più feroce delle Borse di cambio: quella delle anime belle. Inconsapevolmente sta per caricare il proprio stanco tilt sul pazzo treno di struggimento misura 140 caratteri a sostegno di Emma Bonino la quale, qualche ora prima, aveva dichiarato d’aver iniziato una cura contro un male ai polmoni.

Alle 18.03 Gabriele si unisce alla discussione con un twit che testimoni descrivono rassomigliabile negli intenti a qualcosa del tipo: dai Emma, #ForzaEmma, non sei una valletta, sei una conduttrice, al massimo se ti va male una coconduttrice. Gabriele non sa cosa lo aspetta nè avrà la forza di reagire: al contrario del popolo della rete lui ha appena finito di lavorare. Gianluca, il capobranco, dà inizio alla mattanza giudicando l’errore di thread pregiudizievole della qualifica di giornalista.

La famiglia Parpiglia realizza che la carriera del piccolo Gabriele è compromessa e, riconosciuto l’enorme danno emergente, si prepara a lottare per recuperare parte del lucro cessante. Alle 23 viene ufficializzata querela nei confronti di Gianluca Neri. L’accusa punta ad ottenere i 20 anni di contributi INPGI necessari alla pensione del piccolo Gabriele, ma è chiaro che nessuno potrà mai restituire al piccolo le 5 ore passate immerso nel perverso vortice delle anime belle che tutto sanno e giudicano.