Sintropia

Edoardo Segato
Feb 6, 2016 · 10 min read
  • era intuitivo immaginare il Sole che ruota attorno alla Terra, ma contro-intuitivo immaginare la Terra che ruota attorno al Sole.
  • i fenomeni sintropici presentano uno scambio materiale ed energetico. Infatti, in questi fenomeni si presenta un costante aumento di concentrazione materiale ed energetica. Tuttavia, siccome questa concentrazione non può aumentare indefinitamente, si osservano fenomeni entropici che compensano quelli sintropici e, di conseguenza, uno scambio di materia e di energia con l’ambiente esterno;
  • nei fenomeni sintropici l’entropia diminuisce. Infatti, l’”inversione della freccia del tempo” porta a dedurre che nei fenomeni sintropici si debba osservare una diminuzione di entropia al passare del tempo e un aumento della differenziazione;
  • i fenomeni sintropici sono generati da “cause finali”, attrattori, che assorbono le onde convergenti. Queste “cause finali” sono strettamente connesse all’esistenza stessa del fenomeno; in questo modo, è possibile introdurre il concetto di un “finalismo scientifico”, dove la parola finalismo è analoga a “causa finale”;
  • i fenomeni sintropici non sono riproducibili perché possiamo produrre soltanto fenomeni di tipo entropico, corrispondenti alle onde divergenti (cause collocate nel passato);
  • i fenomeni sintropici possono essere influenzati solo indirettamente, cioè mediante la produzione di opportuni fenomeni entropici che interagiscono con quelli sintropici. Infatti, in natura, i fenomeni entropici e sintropici sono strettamente sovrapposti ed intrecciati.

Gli attrattori

Oggi, grazie alla geometria dei frattali, nata dai lavori di Mandelbrot negli anni ’70, sappiamo che inserendo in un sistema geometrico degli attrattori si generano figure complesse e allo stesso tempo ordinate. Nella geometria frattale un attrattore è un’operazione, una funzione, che se ripetuta porta il risultato a tendere verso un limite irraggiungibile. Ad esempio, se si ripete la radice quadrata di un numero superiore a zero (ma diverso da uno) il risultato tenderà ad uno (ma non lo raggiungerà mai). Il numero uno è quindi l’attrattore della radice quadrata. Allo stesso modo, se si continua ad elevare al quadrato un numero superiore a zero il risultato tenderà ad infinito e se si continua ad elevare al quadrato un numero inferiore a zero, il risultato tenderà a zero. Le figure frattali si ottengono nel momento in cui in un’equazione si inseriscono uno o più attrattori. La geometria frattale sta affascinando molti ricercatori a causa della similarità che alcune di queste figure hanno con l’organizzazione dei sistemi viventi. Infatti, in natura moltissime strutture richiamano la geometria frattale: il profilo delle foglie, lo sviluppo dei coralli, la forma del cervello e le diramazioni dendritiche. Queste osservazioni hanno portato ad ipotizzare che l’organizzazione e l’evoluzione dei sistemi viventi (tessuti, sistema nervoso, ecc.) possa essere guidata da una serie di attrattori, in modo analogo a quanto avviene nella geometria frattale.

Come si avvertono le informazioni che provengono dal futuro?

In merito è utile farci aiutare dalle parole di Fantappié: “Vediamo ora, in conclusione, che cosa si può dire per la vita. Quello che distingue la vita dalla non vita è dunque la presenza, negli esseri viventi, di questi fenomeni sintropici, finalistici, come fenomeni tipici della vita. Ora come si considera essenza del mondo entropico, meccanico, il principio di causalità, è naturale considerare essenza del mondo sintropico il principio di finalità. Quindi l’essenza della vita è proprio in questo principio di finalità. Vivere, in sostanza, significa tendere a fini. In particolare, nella vita umana, che aspetto prendono questi fini? Quando un uomo è attratto dal denaro, si dice che «ama» il denaro. L’attrazione verso un fine, per noi uomini, è sentita come «amore». Noi vediamo dunque che la legge fondamentale della vita umana è questa: la legge dell’amore. Non sto facendo una predica sentimentale; io vi sto esponendo dei veri e propri teoremi dedotti logicamente da premesse sicure, ma è certo meraviglioso e forse commovente che, arrivati ad un certo punto, quelli che sono teoremi parlino anche al nostro cuore!”

I bisogni materiali, di significato e di amore.

E’ interessante notare che il macrocosmo è governato dalla fisica classica e dall’entropia, mentre il microcosmo è governato dai principi della fisica quantistica e della sintropia; nasce così una contrapposizione tra sistemi viventi (sintropici) e ambiente (entropico) che obbliga i sistemi viventi a soddisfare una serie di condizioni in grado di contrastare l’entropia, ad esempio:

  1. La sintropia è l’energia che alimenta la vita; quando si perde la connessione con questa energia, quando rimaniamo in balia dell’entropia, sopraggiunge la morte. Nasce così il bisogno di “connessione”, bisogno che si avverte sotto forma di bisogno di attrazione e di amore. Quando questo bisogno è insoddisfatto si sperimentano vissuti di dolore simmetrici all’amore: vuoto, paura, sensazione di morte imminente, ansia, panico e angoscia. L’essere umano può morire non solo a causa della mancata soddisfazione dei bisogni materiali, ma anche a causa della mancata soddisfazione del bisogno di connessione o bisogno di amore.
  2. L’interazione tra sintropia ed entropia porta ad un’ulteriore esigenza, nota come bisogno di significato. Questo bisogno origina da due constatazioni incompatibili: da una parte sentiamo di esistere, mentre dall’altra, confrontandoci con la realtà infinitamente grande, scopriamo di essere un nulla. Essere un nulla è incompatibile con il sentimento di esistere: infatti se siamo un nulla non ha senso la nostra esistenza e le strategie che mettiamo in atto per vivere; ma, poiché grazie alla sintropia sentiamo di esistere, cerchiamo di trovare un motivo, un significato, che giustifichi la nostra esistenza. Il conflitto tra il “sentimento di esistere” e la constatazione della nostra nullità provoca un profondo consumo di energia che, se non risolto, porta alla paralisi e alla morte dell’individuo. Questo conflitto è in genere chiamato conflitto d’identità e il vissuto di malessere ad esso associato è noto come depressione. Anche in questo caso, l’essere umano può ammalarsi e morire quando non riesce a rispondere al bisogno di significato.
  • I bisogni di amore e di significato sono insiti l’uno nell’altro. Non si può parlare separatamente di un bisogno di significato e di un bisogno di amore: in ogni istante è necessario tener presente la loro interazione.
  • La soddisfazione stabile del bisogno materiale precede quella del bisogno di amore e di significato. Quando le persone lottano per la sopravvivenza il bisogno di significato e di amore sono appagati: lottare per la sopravvivenza è di per se stesso vitale, in grado perciò di fornire un significato. Ma, quando il bisogno materiale è appagato, i bisogni di significato e di amore riemergono insoddisfatti. Per questo motivo, oggi, nelle società in cui il benessere materiale è più diffuso si osserva una crisi crescente fatta di livelli di depressione e di angoscia sempre più intensi.

    Edoardo Segato

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