Un tumbler di Starbucks, la luce del monitor di un pc, musica in sottofondo e il cervello possibilmente acceso. Ecco quello di cui ha bisogno un #socialmediacoso - ovvero un professionista del web specializzato nei social media - per poter lavorare.
Purtroppo, l’Italia è un Paese restio alle novità, e dire ad una persona che per mestiere ci si occupa di social network vuol dire essere, il più delle molte, derisi. Anche se la prima reazione sarebbe quella di prendere un grosso randello, di Covattiana memoria, e picchiarli fino allo sfinimento, essendo il #socialmediacoso un creativo, è meglio riderci su. Ecco il perché di questo hashtag, nato proprio per poterla prendere con filosofia (e non a randellate).
Certo, quando si presenta il preventivo a un cliente e quello ti dice che se avesse tempo potrebbe farlo tranquillamente da solo, c’è ben poco da stare allegri, ma per i creativi è sempre così.
Lo hanno raccontato molto bene i ragazzi di ZERO che hanno realizzato la campagna #coglioneNo, c’è ben poco da fare.
Se sei un webmaster, un grafico, un community manager, un esperto SEO, un copywriter, sai che funziona così.
Ma allora meglio cambiare mestiere, direte voi? Niente affatto, e vi spiego perché.
Innanzitutto, è un lavoro che si fa per passione, non per inerzia. Secondo, produce dei risultati tangibili, palpabili, misurabili. Terzo, ci si prende delle gran belle soddisfazioni.
Una delle cose belle derivanti dallo studio dei social media e della comunicazione online è che devi aggiornarti quotidianamente, perché quello che vale oggi potrebbe non valere più domani. Ed è su questo campo che si gioca la partita vera. Si, perché il cliente potrà anche passare le sue giornate su Facebook, ma se non si informa sulle novità relative all’EdgeRank, non riuscirà a capire cosa sta succedendo alla sua sua Pagina.
Ovviamente questo è l’esempio più banale, ma il concetto vale per tutto. Fare una strategia di comunicazione sul web non è così semplice come molti credono. Metti la foto carina su Facebook e ricevi tanti Like, e poi? Come li trasformi i like (che non si rifiutano a nessuno) in clienti? Alla fine l’azienda deciderà di rivolgersi a dei professionisti del settore, e dopo avergli faticosamente fatto capire che i social network sono una cosa seria, ci si diverte.
Ricordatevelo: essere un #socialmediacoso è uno sporco lavoro, ma qualcuno lo deve pur fare.
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