Cosa ho imparato creando 3:mezzi

In un primo momento mi son solo detto “voglio creare una rivista” senza minimamente pensare a cosa volesse significare creare una rivista o avere nozioni editoriali di nessun tipo. Volevo solo fare qualcosa di diverso, volevo realizzare un prodotto che riuscisse ad ispirare gli altri. Ad un certo punto però si viene sommersi da una lunga serie di domande del tipo, come fare, dove andare, cosa prendere, chi contattare…si potrebbe andare avanti all’infinito a domandarsi come agire, oppure si può iniziare a prendere un foglio bianco e scriverci sopra le varie idee in merito. Notare bene, usare sempre una matita. La penna mantiene distaccati dal foglio.
Persino trovare un’idea efficace a volte può sembrare difficile. Ho riflettuto non so quanto sulle mie idee in merito a 3:mezzi, ammetto che ci rifletto quotidianamente. La riflessione è il miglior modo per comprendere, distaccarsi dalla riflessione è invece il miglior modo per vedere gli errori. Concentrarsi e riflettere va benissimo ma occorre staccarsi ed analizzare da lontano con una visione più ampia. In quel momento si noteranno gli errori.
Una volta trovata l’idea, una volta capito il focus principale da trattare, l’ho scritto a caratteri cubitali sul mio block notes “Storie di vita quotidiana, fotografie & ispirazione” questo è il motto, il pensiero di base, il cuore, l’anima, il fuoco che alimenta l’intero progetto o più semplicemente le fondamenta che reggono il palazzo che andrò a costruire nel tempo.
Trovare le persone giuste
Qualcuno diceva “fai le cose che ti riescono meglio e lascia fare agli altri ciò che non riesci a fare” beh, è una filosofia vincente ed è una filosofia sulla quale sono emerse diverse aziende importanti. Io indubbiamente non ho ancora la mentalità proiettata al rendere il progetto una realtà di grandi proporzioni, però è sempre bene ricordare la frase citata. Nella mia idea ho dovuto prendere consapevolezza delle mie conoscenze ed ho cercato persone competenti nel fare altre attività. Non è facile, soprattutto quando le persone che vuoi coinvolgere non riescono a capire a fondo il progetto oppure non sono immerse mentalmente come lo puoi essere te. La bravura in questo caso è riuscire a far capire bene il progetto alle persone che vuoi coinvolgere.
Da zero a mille
Quando inizi a creare le fondamenta non hai bene idea di cosa comporterà ogni singolo strato di cemento riversato, parti con idee molto grezze e lentamente cerchi di raffinarle, in maniera meticolosa inizi a levigarle con carta abrasiva. Togli il superfluo e aggiungi dettagli che inizialmente non pensavi minimamente. Giorno dopo giorno è un tassello, ora dopo ora vedi perfezionarsi le idee e cerchi di completare il puzzle in maniera perfetta. È una fase importantissima, indispensabile oserei direi. In questa fase occorre avere persone ben pensanti intorno a te, occorre fondere le idee. Solo in questo modo si può partire da un’idea molto acerba e raggiungere un qualcosa di concreto.
Ispirare
L’idea di ispirare attraverso la fotografia potrebbe sembrare semplice e raggiungibile con poco. Ecco, non è affatto vero, togliamocelo dalla testa. È con molta probabilità la parte più complicata in quanto l’ispirazione è puramente soggettiva. Tante persone potranno rimanere affascinati da una foto ma l’ispirazione che si riuscirà a trarre da quella foto può variare da persona a persona. Occorre quindi avere una visione molto ampia del concetto “ispirazione” per primo ammetto che quotidianamente cerco ispirazione, scavo nelle mie riflessioni e indago su cosa sia l’ispirazione. A volte la trovo dietro ad un semplice fiore, altre volte devo uscire al di fuori dei miei gusti personali.
Ho imparato che l’ispirazione migliore arriva proprio quando meno l’aspetti. È un attimo, una visione, un pensiero, una combinazione tra l’astratto e il concreto e ancora è un concentrato tra sogni e realtà. L’ispirazione è intrinseca nella nostra mente. È la parte più complicata da stimolare ma quando si riesce a stuzzicarla è proprio lei a fare la differenza tra la visione e l’azione.
Ispirare attraverso la fotografia vuol dire fare un gran lavoro in fase di scatto oppure in fase di selezione per quanto riguarda il mio progetto. 3:mezzi è in grado di ispirare solo perchè vengono fusi vari stili fotografici, tra questi, sicuramente, ognuno di noi è in grado di trovare la propria ispirazione.
Impaginazione
Questo è un gran punto su cui in realtà si potrebbe/dovrebbe dedicare un intero articolo. Non bastano le idee per creare una rivista, non basta amalgamarle alla meglio e buona, occorre dargli un senso e questo può avvenire soltanto attraverso una buona impaginazione della rivista. Qui occorre anche fare una premessa; fino a quando non mi son messo a farlo non sapevo nulla di come impaginare. La mia unica fortuna è un minimo di occhio e buon gusto che non guastano mai in questo caso.
Impaginare bene non vuol dire dare solo un aspetto al tutto, significa creare armonia tra tutte le parti delle pagine. Anche una semplice foto, se impaginata in una maniera rispetto ad un’altra, può fare la differenza. Quando poi si hanno una serie di foto da affiancare il tutto diventa ancora più difficile ma l’unico modo per imparare e provare e riprovare. Una minima conoscenza sulle proporzioni vi aiuterà in questo caso. Gli errori atiutano ancor di più — il consiglio è di far vedere l’avanzamento del lavoro ad un qualcuno che se ne intende un pochino sperando che vi dia uno o più consigli costruttivi postivi.
La cosa che ho imparato molto bene nella fase di impaginazione è legata al design; si parte con un’idea fantastica, magari la migliore, la si riguarda il giorno dopo e si realizza che non è più bella come il giorno prima. Ecco, il design migliore è quello che ancora non esiste. Di conseguenza se avete creato qualcosa prendendo spunto da altro, cercate di elaborare nella vostra mente un dettaglio che sia in grado di fare la differenza e che fino a quel momento non lo avete visto da nessun’altra parte. Solo a quel punto vi piacerà davvero il vostro lavoro.
Composizione fotografica
Se l’impaginazione vi è sembrata piuttosto semplice o se avete delle nozioni in grado di aiutarvi avrete già raggiunto buona parte del vostro obbiettivo. Nel caso però di una rivista fotografica occorre creare anche composizioni fotografiche, ecco, persino questa parte può risultare difficile ma in realtà lo è di meno rispetto a tutto il resto dell’impaginazione. Come detto prima, l’ideale è creare armonia e per crearla occorre analizzare bene la sintonia tra i formati fotografici, le proporzioni, i colori, i soggetti ma anche la cronologia di scatto. Insomma non bisogna dare nulla per scontato. Ogni piccolo tassello può fare la differenza. Mettere insieme più foto non è sempre così semplice ma quando si riesce a farlo si ottiene un’armonia gradevole.
Surprise & delight
Siete contenti del vostro design? Soddisfatti dalla vostra impaginazione? Ecco, iniziate a fare vedere il risultato, ora c’è bisogno di feedback da parte di persone sincere. Se il tutto viene promosso vuol dire che siete a buon punto. Ora c’è da porsi una domanda “che effetto provoca su di me questo risultato? mi sorprende” il segreto è nel termine WOW. Quante persone hanno fatto WOW quando hanno visto il vostro progetto? Tante, poche? Non importa quante siano, l’importante è che almeno uno abbia fatto WOW. Avrete ottenuto l’effetto sorpresa. Ora non rimane che l’effetto delight, il più difficile.
Se la sorpresa è stata compiuta, non è detto che l’effetto gioia arrivi automaticamente. Lavorate ancora sui vostri contenuti, stuzzicate il vostro pubblico poco alla volta, date loro delle piccole anteprime ma non mostrategli il prodotto fino alla fine. L’effetto gioia? Coinvolgeteli, tutte quelle persone coinvolte saranno gioiose e non potranno fare altro che essere felici di parlarne bene con gli altri. Sul concetto “surprise and delight” si svolgono le più importanti strategie di marketing. Studiate costantemente questa tecnica e vedrete ottimi risultati. Ricordatevi, non è affatto facile sorprendere.
Qualità verso quantità
Nel rincorrere il contenuto occorre badare bene a diversi fattori. Nel mio caso specifico ho deciso di puntare ad un target preciso “storie di vita quotidiana” — in un primo momento occorre chiedere in giro, sondare il terreno e valutare le esperienze altrui. Offrire opportunità di condivisione e libera espressione ad altri autori può, senza ombra di dubbio, portare contenuti di qualità ma in questo caso dovrete cercare le persone con il lumino. Non fatevi prendere dalla foga del “contenuto obbligatorio” altrimenti rischierete di cadere in fallo puntando più sulla quantità che sulla qualità. Pochi contenuti ma buoni, espressi in maniera chiara e di facile consultazione. Questo è sempre un punto di favore per il progetto e per il lettore finale. Trovare contenuti originali e di buona manifattura non è semplice, occorre contattare, proporre, chiedere, scendere a qualche compromesso e ancora, valutare, centellinare e impostare nella maniera più adatta.
Finalmente online
Poco prima della data di rilascio, comunicate al pubblico la data stessa. Questo aumenterà l’attesa da parte dei lettori e inizieranno a bramare il contenuto poiché, come detto precedentemente, voi nel mentre avrete dato piccole informazioni a spizzichi e bocconi. Utilizzate i social network e fatelo in maniera intelligente. Comunicate altri dettagli e il giorno X iniziate a coinvolgere i lettori a fare il download e spiegate loro il perchè lo dovrebbero fare, in questo mood sarete sinceri e darete ottimi motivi per iniziare a leggere il prodotto ma soprattutto inizierete una fase di fidelizzazione. Comunicate e ascoltate i lettori, date loro spazio e vedrete che loro inizieranno a darlo a voi. Se i lettori iniziano a comunicare con voi, fate altrettanto. I lettori saranno la vostra linfa vitale, non dimenticatelo mai. Senza loro il vostro lavoro sarà apprezzato solo da voi stessi.
Ultimo ma non meno importante
Non ho la pretesa di aver scritto nulla di importante, quelli che avete letto fino ad ora sono solo consigli relativi a come ho affrontato io la preparazione di 3:mezzi e lo sviluppo costante. Sono un privato con una passione e un’idea, non ho conoscenze in campo editoriale e forse neanche tutti gli strumenti adeguati per esserlo. L’unica cosa che mi ha spinto in questo progetto è la mia grande passione per la fotografia e spero di essere riuscito ad iniziare nel migliore dei modi.
Errori sono all’ordine dell’ora, ogni momento è giusto per una vittoria e per un errore. Spesso saranno più gli errori che le vittorie ma l’importante è riconoscere gli errori, valutarli ed ammetterli. Solo in questo modo si riusciranno ad evitarli in seguito ma soprattutto, solo in questo modo si imparerà a migliorarsi e a migliorare il proprio lavoro.



Originally published at effeslash.com on July 17, 2013.