Imolese Calcio 1919, ho paura

È arrivato il momento di sciogliere gli indugi e scendere in campo, ora che tutti i giocatori hanno raggiunto sani e salvi il ritiro di Chianciano Terme e sono tornati indietro. Adesso non possiamo avere paura. La verità è che l’Imolese ha un calciatore argentino come capitano e attaccante.

Il problema delle partite di calcio giocate l’estate, il più antico e parac dei calcio d’agosto non ti conosco, è che non sai mai come interpretarlee principalmente non sai mai se ne valga la pena guardarle. Prendiamo ad esempio la Virtus, che ha disputato due amichevoli contro Montepulciano e Robur Siena durante la preparazione: la prima vinta millemila a zero contro una squadra inferiore di un paio di categorie, la seconda pareggiata a reti bianche contro una compagine di Lega Pro. Che peso puoi dare a queste partite? Puoi coglierne dati puramente indicativi su chimica di squadra e stato di forma o devi già cominciare con le prime valutazioni? Nzola ha segnato cento gol in due minuti al Montepulciano, che significa?
E cosa pensare poi dei ragazzi dell’Imolese, che sono chiusi nel centro sportivo Bacchilega da ormai tre settimane? Come si stanno allenando, come scenderanno in campo, chi sono, da dove vengono? Perché hanno tutta l’impressione di essere una squadra molto organizzata?

Che bravi quelli dell’ufficio stampa e che giovane il presidente che magari si fa ancora qualche sgambata.

Ancor prima di intravedere all’orizzonte i segnali di uno scontro concreto, a Francavilla abbiamo già deciso che la trasferta a Palermo si fa sicuramente e che bisogna già mettere i grani da parte per l’eventuale e probabilissimo Inter — Virtus Francavilla da giocare al Giuseppe Meazza, una tensione che a Milano non avvertono dai tempi di Honda e Nagatomo in campo nel derby.
La triste verità è che domani si parte col primo turno di Coppa Italia e che al Fanuzzi di Brindisi (tristezza!) arriva l’Imolese Calcio 1919 che non sembra proprio la squadra pronta a mettersi da parte (tristezzabis!), ammesso che esistano quelle squadre che a una certa si scansano e a questo punto del discorso solitamente si tira in ballo il Chievo. Ma sopratutto si giocherà all’improponibile orario delle 17.00, col sole che avrà praticamente arrostito il campo per tutto il giorno e che sarà sicuramente pronto a liquefare i ringalluzziti tifosi di casa (tristezzatris!), feroci nella loro fame di calcio al punto tale da boicottare la letale coppia San Pietro — Campomarino solo per andare allo stadio e sostenere. Sarà un primo turno di Tim Cup modello amichevole estiva a Doha.
Sembra una di quelle partite sudamericane in cui si gioca sugli oltre duemilametri di La Paz per sfidare l’impenetrabile Bolivia che tanto in casa pareggia sempre: farà caldissimo e per questo la Virtus si sta allenando a Montepulciano, col clima torrido tipico di questa fascia pseudo-equatoriale.
Ma l’Imolese Calcio 1919 può davvero far paura? A me si.


La storia

L’Imolese Calcio ha deciso che arrancare per buona parte dei 98 anni di storia sarebbe stato perfetto per la frangia di appassionati che in città preferiscono il calcio al Gran Premio di Imola o alle gioia arrivate da pallavolo, pallamano e calcio a cinque. Non me ne vogliano tifosi, sportivi e simpatizzanti che accorrono numerosi al Campo Sportivo Romeo Galli, praticamente attaccato all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari, ma la verità è che la storia dell’Imolese è fatta di molti schiaffi in faccia a mano aperta e poche gioie.
Sul sito della squadra si può leggere tutto il necessario ma è vero verissimo che le storie di Virtus e Imolese si assomigliano molto. Loro possono vantare una storica salvezza in Lega Pro nel 2004/2005, allenati da Angelo Alessio divenuto poi vice di Antonio Conte alla Juventus ma noi alla prima volta in Lega Pro, mò di nuovo Serie C, abbiamo fatto i Playoff. È vero che faceva i playoff praticamente anche la penultima, però.
Il problema dell’Imolese è che tutto il buono costruito fino a quella storica annata è stato spazzato via dalla doppia retrocessione in Promozione avvenuta l’anno successivo e non documentata dal sito, una roba che ha distrutto tutto fin quando nel 2012 il capitano Lorenzo Spagnoli ha rilevato il pacchetto azionario della squadra e avviato un processo di ricostruzione che lo scorso anno si è concluso col secondo posto nel girone D di Serie D, alle spalle del Ravenna. Un attimo. Lorenzo Spagnoli è un nome che non suona nuovo. Controllo.

Lorenzo MADONNAMIA Spagnoli è proprio il secondo giocatore a partire da sinistra, regista favoloso del Cervia di Ciccio Graziani dal piede maligno su calcio piazzato e oggi presidente dell’Imolese. Incredibile ‘sta storia, Spagnoli era uno dei giocatori veramente capaci in quella accozzaglia di personaggi da reality show e ogni volta che si parla di Campioni il suo nome esce sempre tra quelli che “comunque sia eran forti davvero, si vede che Moschino, Spagnoli etc. erano di categoria superiore”. Spagnoli ha rilevato il 100% del pacchetto azionario nel 2013 e si è messo in proprio. Lorenzo Spagnoli TVB.

Nella sua storia l’Imolese è fallita ben tre volte ed è sempre tornata più forte di prima come i Sayan, costruendo le sue fortune tra le mura del comunale Romeo Galli, un impiantino da 4k posti. Ma l’obiettivo del près Spagnoli è quello di avviare un circolo virtuoso facendo affidamento ai suoi giovani, rivendendoli a peso d’oro e sostenendo così tutto il circo messo su con grande sacrificio e dedizione.

Curiosità: nei Playoff l’Imolese si è imposta su Correggese e Delta Rovigo, finendo nel listone della speranza meglio noto come “Lista ripescaggi” ma alla fine nulla di fatto, l’anno prossimo sarà ancora Serie D.

“Istruttore di fitness e sport a Imola”

L’allenatore

Spagnoli, da regista basso e folgorante quale era, ha deciso dunque di ripartire dalle fondamenta della scorsa stagione, provando però ad aggiungere qualche tassello utile alla tanto agognata promozione. Il primo tassello è arrivato in panchina: Emanuele Filippini, storico centrocampista del Brescia noto per il suo mefistofelico pizzetto e per il suo gemello Antonio, con cui ha anche condiviso buona parte della permanenza in Serie A, ha firmato un contratto annuale con l’Imolese, lasciando il Ciliverghe Mezzano dopo aver vinto i playoff di Serie D nel girone B. Feeleeppeenee ha preso il posto di Francesco Baldini, tecnico alla guida degli emiliani nella scorsa stagione, reo di non aver centrato la promozione diretta in Lega Pro, piazzandosi appunto dietro al Ravenna per una manciata di punti. Ha pagato con l’estremo saluto e lasciato spazio a Filippini, che è stato a lungo allenatore delle giovanili a Brescia, responsabile del settore giovanile al Feralpi Salò e poi ha deciso di iniziare a fare sul serio da tecnico dell’Adrense e succesivamente del Mezzano.

Potrebbe tranquillamente essere una foto di Antonio Filippini. E non è detto che non lo sia.

Esperienza a container ma sopratutto il fascino della storia che ha intrecciato il suo destino a quello di suo fratello Antonio, una coppia che ricordava qualcosa di molto vicino ai gemelli Derrick spostati a centrocampo o ai fratelli Gallagher degli Oasis. Anche perché nel tempo libero i Filippini bros. hanno una rock band dal nome Triglie Rock.
Inspiegabile il motivo che ha portato Palermo, Treviso e Livorno ad acquistarli sempre in coppia, come se uno completasse l’altro o come se fossero gli antenati dei fratelli Donnarumma, obbligati a muoversi come un unico pacchetto, una entità singolare capace di duplicarsi a centrocampo e permettere di giocare in 12. Emanuele e Antonio hanno esordito assieme a Brescia sotto la guida di Carletto Mazzone, hanno allenato assieme le giovanili del Brescia e sono stati insieme anche al Feralpi Salò, prima che il destino li spedisse uno all’Adrense e l’altro alla Lumezzane. Il 5 agosto 2012 Emanuele concludeva il suo corso a Coverciano, diventando ufficialmente un allenatore di calcio: al suo fianco c’erano Roberto Baggio, Davide Nicola, Devis Mangia, Fabio Pecchia e altri nomi del calcio di vent’anni fa. Sul sito dell’Imolese c’è scritto che chi siede in panchina a Imola è destinato a salire di categoria e due coincidenze fanno una prova.

Gol, assist e CONTRASTI. Io vorrei avere un video dove si elogiano i miei CONTRASTI.

Curiosità: il Ciliverghe Mazzano affronterà il Lecce nel primo turno di Coppa Italia. Nella passata stagione Filippini ha cambiato molti moduli, partendo col 4–3–3 ma costruendo la sua cavalcata playoff sul 3–5–2, modulo prediletto che gli permetteva di fare leva sul talento di Pippo Carobbio a centrocampo. Vincendo tre partite l’Imolese potrebbe incontrare proprio il Cliverghe Mezzano nel quarto turno ma stiamo parlando di fantacalcio. 
Qui il PDF del Tabellone di TIM Cup mentre vi ricordo che in caso di pareggio si procede coi tempi supplementari ed eventualmente coi rigori.

La squadra

Appena arrivato in Romagna, Filippini ha capito di aver a che fare con gente professionale e metodica, organizzata per il grande salto e carica di ambizioni. Strutture all’altezza della Lega Pro, un settore giovanile avviatissimo e ricco di talento, un discreto budget da investire sul mercato.
La sua Imolese avrà un’anima rock (dovevo scriverla per forza, l’ha detto davvero in conferenza stampa) e farà affidamento al 4–3–3 che Filippini ha affinato nella preparazione. La squadra è ai suoi ordini da circa tre settimane, confinata nel Centro Sportivo Bacchilega e pronta a succhiare come miele da un alveare tutte le perle che colano dalla bocca del caro Emanuele. 
I giocatori più interessanti rispondono al nome di:

Capitan Ferretti.

Gustavo El Rulo Ferretti: attaccante argentino nativo di Tolosa la Plata detto anche il Riccio per via, udite udite, dei suoi capelli ricci. 33 anni e ventuno reti la scorsa stagione sporzionate in ventotto partite. Capitano dell’Imolese, una vita spesa a giocare in Italia dopo aver attraversato tutti i polverosi campi argentini con le giovanili dell’Estudiantes, a fare a sportellate contro giovanissimi Mascherano e simili. Sarà lui il vero pericolo in attacco, Ferretti è un centravanti completo, il classico attaccante che non sale mai di categoria perché in Serie D segna a grappoli. In squadra è presente anche suo fratello Santiago, difensore centrale. ‘sta storia dei fratelli deve finire.

Il portiere l’hanno poi ricoverato alla pari del tizio che ha scelto la canzone.

Mario Titone: esterno destro d’attacco che vanta un passato a Pisa, Sassuolo e Lanciano, una piccola esperienza in Romania e poi tanto semi-professionismo. Nella passata stagione ha messo insieme 23 presenze e 6 reti tra Matelica e Piacenza.

Lorenzo Checchi: centrale difensivo arrivato dalla Massese dopo una stagione capolavoro. Sarà lui a dover tenere le briglie della squadra dalle retovie anche perché la stampa ne parla davvero benissimo.

Luca Belcastro: trequartista con quattro stagioni in Lega Pro sul groppone, disputate con la Carrarese del près Gianluigi Buffon.

La stella

Come non preoccuparsi di una squadra che porta in Serie D un giocatore incredibilmente duro e bellissimo come Gyorgy Garics?
Garics è un giocatore pazzesco che a 33 anni è sceso fino in Serie D per giocare con l’Imolese: due anni fa era vice-capitano in Serie A al Bologna e due stagioni fa si è salvato in Bundesliga col Darmstadt. Solo a leggere il curriculum di Garics ho avuto voglia di piangere. Lo riassumo così.

Il gol al Milan

Capitano dell’Austria U-21, ha disputato gli Europei di calcio del 2012 e del 2016 con la maglia della nazionale maggiore, aggiungendoci anche le qualificazioni ai Mondiali del 2010 e del 2014. In Nazionale sono 41 presenze e 2 gol.
Campione d’Austria col Rapid Vienna nel 2004–2005, con la compagine austriaca ha giocato in Champions League e in Europa League.
Due anni a Napoli, il primo in Serie B e il secondo in Serie A, dove segna il suo unico gol in maglia partenopea al Milan.
Due anni all’Atalanta, cinque stagioni al Bologna dove diventa appunto vice-capitano e si porta a casa una sfilza di sufficienze al fantacalcio.

Gyorgy Garics è un giocatore straordinario, che in Serie D farà la differenza per l’Imolese e che se tutto va bene vedremo in azione domenica sul prato del Fanuzzi, uno di quegli uomini che in campo hanno un magnetismo capace di infondere sicurezza a tutti i restanti uomini. Questo si fa le sgroppate sulla fascia e poi conclude a rete.
E io ho paura.