Ma anche, e soprattutto, ste cavolo di aziende.

La foto, scelta unicamente per acchiappare più click, l’ho presa qui

Su Instagram si sta bene.
Ha rimpiazzato Twitter nel mio cuore (arrendiamoci: è stato bello, ma non se lo caga più nessuno), per un paio di motivi:

Del resto, i dati parlano chiaro: a metà dicembre dello scorso anno gli utenti attivi su Instagram erano a quota 600 milioni.


Il drago sono io e l’immagine l’ho presa qui

Le parole del Ministro Poletti di qualche giorno fa, durante un incontro con gli studenti a Bologna, mi hanno trasformato in un drago assassino (rosso con striature nere, che i draghi verdi non hanno mai fatto paura a nessuno!) che sputa fuoco e fiamme:

Il rapporto di lavoro è prima di tutto un rapporto di fiducia. È per questo che lo si trova di più giocando a calcetto che mandando in giro dei curriculum”.

Con successivo spiegone (inutile, ovviamente, ma tant’è):

Vedo che si stanno strumentalizzando alcune frasi che ho pronunciato in occasione di un incontro con gli studenti di…


Ognuno di noi può trasformarsi in un media, raccontando quello che vede, sente o commentando i fatti che legge in Rete, ma a volte mi chiedo se non avesse ragione Umberto Eco. Non tanto per la parte degli imbecilli (scagli la prima pietra chi non ha mai fatto o detto una cretinata), quanto per il rumore di fondo.

Dal mio profilo IG, di quando leggo a colazione

Lo so, il bar c’è sempre stato, solo che adesso si chiama anche Facebook e Twitter. Poi è vero, c’è bar e bar (la parte bella dei social è che, tu, ne sei anche il buttafuori, e puoi decidere chi può passare…


Sarà colpa delle fiabe che ci raccontavano da bambini, della noia o dello storytelling da grandi, ma anche io, per prima, abbocco a diversi ami.

Vi faccio un esempio.
Alcuni anni fa un’amica mi ha raccontato che dei ladri, il giorno prima, avevano svaligiato l’edicolante di Gavasseto, tormentando il proprietario del negozio con il “gioco del marinaio”. Che di base, dal suo racconto, era più o meno questo (senza la parte del cantare). Lei mi ha giurato che l’episodio fosse assolutamente vero (era stata sua mamma a raccontarglielo che, a sua volta, lo aveva saputo da una vicina chiacchierona) e…


Parco nazionale del Teide

Sono stata in vacanza a Tenerife in ottobre.
L’isola mi ha sorpreso, molto positivamente (e non l’avrei detto!). Ci ho pensato un po’ su e credo che i motivi siano principalmente 4:

- la varietà del paesaggio e la bellezza della natura;
- la gentilezza degli abitanti;
- i prezzi contenuti;
- l’organizzazione degli isolani e dei servizi.

Nulla a Tenerife è troppo lontano, considerando che tra il nord e il sud dell’isola ci sono 100 km, più o meno. In una settimana, programmando una gita al giorno, potrete quasi dire di aver fatto il giro completo dell’isola. …


In questi ultimi due mesi passo meno tempo online nei luoghi che, fino a qualche tempo fa, frequentavo di più: Twitter e Facebook, perché dopo il massacro del Bataclan, l’attentato di Nizza, il cecchino a Monaco e l’omicidio di Diamond Reynolds negli Stati Uniti trasmesso in diretta, su Facebook, dalla fidanzata, per citare i casi vicini e recenti, ho difficoltà ad assorbire le immagini e i video dell’orrore.
Ho preferito così spostarmi in luoghi digitali meno legati al racconto dei fatti del mondo, come Instagram o Snapchat. …


Se non l’avete fatto correte subito in edicola a comprare il numero di giugno di IL

I giornali e le riviste mi sono sempre piaciuti.
Hanno un buon profumo e si possono buttare dopo che si sono letti, spiegazzare, stropicciare, arrotolare e lasciare sui seggiolini dei treni. Per un anno circa ho collezionato 12 numeri del mensile “Donna”, diretto da Daria Bignardi, e chiuso dall’Editore dopo poco. Avevo 17 anni, la rivista parlava di temi femminili in modo intelligente (almeno questo è quello che ricordo) e Filippo Facci curava una rubrica che mi divertiva (potete anche smettere di leggere ora, se credete, vi autorizzo).

Repubblica è il quotidiano che, per tanti, anni ho sempre trovato in…


I corsi sulla comunicazione digitale sono inutili?

La foto è di @MuseiCiviciRE

Sabato scorso sono stata, per il secondo anno, a #donnedigitali: una giornata di formazione sul Web, gratuita, per donne, organizzata da EWMD Reggio Modena.
Ho contato 200 persone circa, dai 30 ai 50 anni. Le conoscenze del pubblico non erano omogenee: non tutti sapevano, ad esempio, chi fosse Clio Make Up (mai dare nulla per scontato!) o il significato e l’utilizzo di hashtag e tag (di nuovo: mai dare nulla per scontato!).

Tornata a casa, ho pensato a due cose:
- ho paura della mia filter bubble! Passo moltissimo tempo on line e consumo…


La festa delle donne e l’orticaria

Foto di Marit & Toomas Hinnosaar

Ogni vigilia della festa delle donne, da qualche anno, provo un po’ di fastidio.
L’8 marzo sa di retorica moralista che strizza l’occhio al maschilismo.

Come racconta Daniela Ranieri: “c’è la festa della mamma, del papà, del gatto, degli innamorati e della donna, mentre non c’è una festa dell’uomo. Segno che in un mondo di uomini e donne, quella dell’uomo si tiene 364 giorni all'anno”.

Per combattere l’orticaria ho stilato una lista di cose da fare per tenermi impegnata:


di Camilo Rueda López

Secondo Linkiesta i blogger stimati in Italia sono oltre 500 mila, ai quali vanno aggiunti i contenuti condivisi e pubblicati ogni giorno sui Social Network:

Elena Del Rio

Lavoro nella musica (non canto, tranquilli), abito in campagna e organizzo @Eats_Easy; leggo a colazione e lo racconto su TW e IG

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