“Dov’è Mario?” Ovunque sia, si può dare di più

Corrado Guzzanti “Dov’è Mario?”

Non suono la marcia trionfale per Dov’è Mario -su Sky Atlantic- di Corrado Guzzanti, scritta da Mattia Torre, il bravissimo autore di Boris, e diretta bene da Edoardo Gabriellini. La prima puntata è una bomba, ed è molto divertente perché lascia immaginare che ci sia una storia, anzi una comedy politico-satirica, attorno a Mario Bambea, l’intellettuale di riferimento della sinistra italiana che, causa incidente, fa uscire l’altro da sé, che è il suo opposto, un comicaccio scurrile che di nome fa Capoccetti. Ci sono, ad esempio, personaggi notevoli, al di là dell’unico mattatore in scena Guzzanti: il personaggio di Dragomira, la badante di Bambea ed ex badante di Paolo Mieli, quando appare in teatro come fosse un fantasma in trance per riportare Capoccetti comico a casa, sembra la coscienza di Bambea in una messa in scena Amletica. E c’è anche una sinistra vintage e quindi poco renziana nel pilot che tuttavia riesce ad esprimere una certa aria dei tempi, se non altro perché fa apparire come in una foto ricordo tutti i player del giornalismo italiano in tv: Mentana, Floris, Santoro, Travaglio. Tutti in carne ed ossa, perchè nell’era di Instagram ognuno di noi è se stesso e il suo avatar assieme e quindi la satira è un autodafé. Manca solo Paolo Mieli, e il figlio Lorenzo Mieli è a capo di Wildside che produce per Sky. E Bambea, Rokko cresciuto, e rottomato da Capoccetti è una idea interessante, ma dalla seconda puntata in poi capisci che Bambea senza il gajardo Capocetti (il suo Mr. Hide greve e smisurato) perde giri e s’affloscia nella simpatica e anche buffa ma scontata caricatura dell’intellettuale di sinistra italiano. Guzzanti è come al solito travolgente, lo è probabilmente anche se sbadiglia ma perché dovremmo accontentarci di uno sbadiglio? O dei soli momenti di gloria di Capoccetti? Vorremmo, oltre lo stand up comedian, l’imitatore, il grande comico, una storia all’altezza e non solo al servizio della genialità di Guzzanti. Mattia Torre potrebbe essere il nostro Judd Apatow se usasse Guzzanti come fa l’americano di Funny People con Adam Sandler. Ricordate? Anche nel film di Apatow c’è un comico, in un altro topos ossia quello del comico stronzo ed egoista. Il nostro topos quello dell’intellettuale di sinistra è quello che, ahimé, ammoscia Dov’é Mario, pur facendoci ridere.

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