Sul nuovo libro di Ferzan Ozpetek.

Non so se vi sia mai capitato di essere in libreria, trovarvi tra le mani un libro, puramente per caso, sfogliarlo e pensare che molto probabilmente tornerete a comprarlo perchè, in un modo o nell’altro, per una ragione apparentemente sconosciuta, volete leggerlo, volete che sia lui il prossimo sul vostro comodino.
Non so se vi sia mai capitato, esattamente un istante dopo che siete usciti dalla libreria, che la persona che vi stava accanto e che vi aveva osservato manipolare la copertina con gli occhi incantati, vi porga una busta e dentro c’è il vostro prescelto. Il libro frutto dell’esperienza sensoriale dei vostri, occhi, mani e naso.
Io l’ho trovato uno dei gesti d’amore più inaspettati e sorprendenti che mi siano mai capitati.

Questo libro non parla solo, e non lo fa certo banalmente, di amore.
Non l’ho ancora finito ma provo il desiderio di condividere alcuni pensieri, per molti saranno una lettura riempitiva di un momento di attesa, altri magari correranno a comprarlo, altri a regalarlo.
Si tratta di Sei la mia vita, di Ferzan Ozpetek. E’ il suo secondo libro, dopo il bestseller Rosso Istanbul.
Chi di noi non ha visto almeno un film di questo regista e sceneggiatore turco, più volte premiato e che il nostro paese ha, in un certo senso, accolto e cresciuto nella grande culla romana.

Ferzan si racconta. Siamo in viaggio anche noi con lui e il suo compagno, in auto, destinazione non precisata. Tutti a bordo, la narrazione parte subito, violenta e intensa, impossibile scendere o fermarsi.
Le descrizioni dei paesaggi e del suo amato che contempla il mondo dal finestrino, intervallano le storie più incredibili, divertenti, amare, di mare (al “Buco”), di amore, di amicizia ( capitolo il “dono più bello”, commuovente), quelle più stravaganti.
Non potrete non desiderare di essere anche voi ospiti di un pranzo domenicale — condominiale, di sedervi con le “Mummie” a chiacchierare ed ascoltare quei racconti di vita vissuta.
E’ un amore raccontato con delicatezza e disincanto, che non manca di trattare con lo stesso tatto tematiche attuali come l’omofobia, l’aids, il desiderio di diventare madri, la morte, la malattia.

Ogni personaggio è dipinto nella sua più umana sincerità e realtà, sbuca all’improvviso come in una commedia pirandelliana. Impossibile non affezionarsi a Vera, a Rossella, a Giuseppe e Giacomo, a Giulio, Adriano e Sergio.

La cosa che mi sta facendo riflettere di più, a partire dal titolo stesso, è questo modo di amare e di raccontarlo che l’autore ha, di ribadire questo senso di appartenenza reciproca, di vita che scorre in un corpo solo, che beve dallo stesso bicchiere, che mangia dallo stesso piatto.
Un amore incondizionato, viscerale che non perde l’occasione mai di affermare con forza la sua esistenza.
“Sei la mia vita” è una frase potentissima che, per il protagonista, nelle prime pagine, rompe un silenzio e sprigiona una luce diretta e limpida che ristabilisce l’ordine, conferisce sicurezza, allontana ogni dubbio, all’improvviso.
Penso che sia una frase che non tutti siamo pronti a dire, che alcuni nella vita mai pronunceranno, altri la diranno ad ogni amore, alcuni la penseranno e la terranno per sé. Una frase con un peso enorme e una leggerezza di piuma che si appoggia sui volti di due giovani innamorati.
Ozpetek ha deciso di non tenerla per sé e di raccontarcela.

La copertina del libro, in una Polaroid.