Sonetto del tempo perduto

di Elena Tosato, dicembre 2013


“Che fu del tempo?” saggiando un biscotto
chiese pensoso quel noto francese.
“Si dilatò, però tutto dipese
da quanto alla ‘c’ restammo di sotto”

fecero Lorentz, ed Einstein d’un botto.
“Non son d’accordo” chiosava cortese
l’immane prussian, “ritengo palese
che sia concetto a priori prodotto”

E quindi Heidègger s’alzò furibondo
“Chi può del tempo dar nome o dimora?
L’essere, il vero, è questo il dilemma!”

“Certo” fe’ Proust, conservando la flemma
“Ma ad Albertine ho suonato da un’ora
E ha detto sta’ lì, son giù tra un secondo.”


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