Il Mio Dono di Nozze_

Attendo con impazienza la Sua visita, Signora contessa, per strapparle di dosso ciò che Le resta della sua inutile femminilità, e coniarla, come macchia indelebile nella coscienza.

Desidero divorarmi la Sua umida esistenza, vissuta al limite del legale, scortata da una fiaschetta di Brandy, che da sempre riposa in prossimità del calore delle Sue mutandine carnali. Mai esistì un luogo più sicuro.

L’eccitazione mi dilata le pupille al solo pensiero, e le mie iridi si colorano del sapore del Suo umido pube. Vodka, Absolut vodka. La bramo, la desidero, contorco le mie putride carni mortali al solo pensiero di possederLa. Giù. Pregusto il liquido glaciale scivolarmi lungo la gola, solleticarmi la faringe e risalire, lungo il setto nasale, con il suo aroma intenso. L’umidità della Sua anima mi scalda il cuore, Signora Contessa, ordunque non precepisco più la mia infelice condizione mediocre, contingente, mortale. Sto per immergermi nella Sua essenza più vera, e non mi sento solo. Assaporo il mio liquido caldo fluire nelle Sue cavità interne, provocandoLe quel leggero brontolio orgasmico. Oh, no, Signora Contessa, non si lasci intimidire dall’abilità delle mie parole. Non mi privi della sua fiaschetta fremente. Osservo da lontano il mio sguardo stordito e traballante sbattere al muro le sue membra lussuriose, abbandonare il suo capo all’indietro, nel momento in cui mi concede l’umidità della sua lurida anima da peccatrice. I miei denti penetrano nella sua carne, avvelenando il Suo liquido organico di liquore indigesto. La nostra unione odora di sostanze viscide essiccate al calore del Suo corpo, brontolii orgasmici e liquido seminale annegato nell’alcool. Oh no, signora contessa, non si lasci intimidire dall’abilità delle mie parole. Non allontani quella deliziosa fiaschetta dalla prossimità del suo pube. Mai esistì un luogo più sicuro. E non si dissolva dalla mia offuscata fantasia, o non potrò mai offrirle il mio generoso dono di nozze.