Montereggio, il paese dei librai

Elisa Cosini
Sep 3, 2018 · 6 min read

La storia del libro italiana parte da Montereggio, unico paese dei libri in tutta Italia, piccolo paesino in collina nell’alta Lunigiana, frazione del comune di Mulazzo, in provincia di Massa Carrara.

cartolina da Montereggio
La Stampa, 1998

Una storia davvero interessante e curiosa che arriva da una realtà semplice e piccola, il borgo incastonato tra la fitta vegetazione con lo sfondo delle maestosi Alpi Apuane, fa parte del circuito fondato nel 1991 da Richard Booth, delle book town, città dedicate ai libri, in modo particolare alla vendita di quelli usati, come Hay-on-Wye, in Galles, Redu, in Belgio e Fontaoy-la-Joute, in Francia.

indicazioni stradali a Fontenoy-la-Joute indicante tutti i Paesi del Libro

La storia del libro qui ha radici davvero antiche, siamo nel 1400 quando il primo uomo locale Sebastiano di Pontremoli apprese le tecniche della stampa dando il via all’attività più redditizia del paese, diventando borgo di librai ambulanti. Si iniziano a produrre libri, almanacchi e lunari, inizialmente le vendite dei prodotti locali avvenivano nella città di Pontremoli, e successivamente proseguono con le zone di pianure vicine, fino a raggiungere le grandi città.

“Che cosa abbia messo una gerla sulle spalle ai primi montereggini è evidente: il bisogno. Che cosa però l’abbia riempita di libri, lunari, almanacchi e immaginette sacre e non di filati e tessuti come accadde agli ambulanti di un paese vicino è uno dei bei misteri che affollano queste vicende di creatività e fantasia popolate spesso da utopisti e visionari da gente che senza rendersene conto si metteva in un’impresa “impossibile” e ce la faceva”

È nel corso del 1700 che la vendita dei testi si trasforma in vero e proprio lavoro, i montereggini con le gerle piene di libri lasciavano il paese d’estate per intraprendere l’attività di ambulante nella vicina pianura Padana, e facevano ritorno solo per l’inverno.

I primi emigranti erano lavoratori agricoli e commercianti di pietre, che grazie ai loro spostamenti nella campagne vicine entravano in contatto con i componenti delle associazioni carbonare che gli regalavano degli scritti riguardanti l’unità d’Italia per diffondere i loro ideali, fu un’intuizione geniale di attribuire un valore ai libri ricevuti che diede il via a un commercio vero e proprio.

Gli argomenti trattati erano vari, dalle raccolte dei campi alle tecniche di lavorazione della pietra, ma commerciavano anche libri “proibiti”, diretti prevalentemente in Germania, fatti circolare clandestinamente di Stato in Stato (i librai, infatti, vendevano anche pietre da rasoio per poter occultare alla polizia austriaca gli scritti dei più noti patrioti).

Da ambulanti con le gerle sulle spalle diventarono ben presto bancarellai, con carretti trainati a mano o aiutati dagli animali, arrivano in tutte le città del nord Italia, altri diventarono editori, ad esempio Maucci che avviò due librerie a Buenos Aires e a Barcellona e, per primo, stampò in lingua spagnola le traduzioni dei classici italiani.

La tradizione del libro oggi è ancora molto sentita tanto che le strade del paese sono tutte dedicate ai maggiori editori italiani, da Mondadori a Feltrinelli o Einaudi.

piazza Rizzoli, Montereggio

Tra i primi a richiamare l’attenzione sui venditori pontremolesi è stato il giornalista e scrittore Luigi Campolonghi, nel romanzo autobiografico Una cittadina italiana fra l’800 e il 900 scrive:

“terminati i lavori della ferrovia La Spezia-Parma cominciarono a tornare i librai ambulanti di Montereggio (tutti i librai ambulanti che si vedon per le vie del mondo vengon da Montereggio), che costruirono bellissime ville sul poggio originario, rinnovando il vecchio borgo decrepito”

Oggi Montereggio è famoso per il premio Bancarella, nato nel 1952, unico premio letterario gestito esclusivamente dai librai, per onorare la tradizione del paese, già dalla prima edizione accorrono molti editori, librai, scrittori, giornalisti ed è presente anche Oriana Fallacci, una giuria e un notaio votano il prodotto migliore, l’autore del quale vince una ceramica artistica raffigurante San Giovanni di Dio, il santo spagnolo che durante la sua vita fu a lungo venditore di libri.

A partire dal 2004 Montereggio ha dato avvio a un progetto davvero lungimirante, “Dalla gerla ad Internet”, per riabilitare il turismo del libro, facendolo conoscere tramite le nuove piattaforme digitali.

Novità di quest’anno 2018 è l’evento “Il Libro nella Gerla. Storia di Montereggio Paese dei Librai”, destinato a piccoli autori frequentanti la scuola elementare, che nella piazzetta del paese, trasformata per l’occasione in un vero e proprio salotto letterario, hanno presentato i loro racconti accanto ad autori del calibro di Gianrico Carofiglio, Helena Janeczek (vincitrice dell’ultimo Premio Strega), Marcello Veneziani. Lo schema prevede che i bambini espongano la loro visione su Montereggio, e la sua storia.

Per quanto riguarda gli eventi destinati al pubblico adulto il programma di questo 2018 vuole essere un momento di approfondimento dei temi più vivi dell’ultimo periodo e si comincia con Sergio Rizzo, vice direttore di Repubblica, che parlerà delle indagini sul grande imbroglio delle banche italiane, un’inchiesta senza precedenti sugli scandali che hanno portato in molti a perdere i loro risparmi.

Per proseguire con Roberto Olivi con “La comunicazione è un posto dove ci piove dentro. Perché i libri salveranno il marketing” , esperto di marketing, presenta il proprio libro nel quale invoca un ritorno a un linguaggio più corretto, a un’attenzione maggiore per la scrittura digitale.

Non può mancare un tema dedicato tutto alle donne con Ritanna Armeni, che nel suo “Una donna può tutto” racconta di un gruppo di ragazze che con la loro tenacia riescono ad avere un ruolo centrale nella battaglia contro il Terzo Reich, arrivando a pilotare i leggeri biplani, ma la vera vittoria che le protagoniste vogliono ottenere è prima di tutto la parità di diritti con gli uomini, l’emancipazione e abbattere i pregiudizi.

Curiosa la giornata tutta incentrata sulle immagini, con l’importante premio del Silent Book Contest, destinato agli illustratori.

La settimana del libro per Montereggio è anche un importante occasione di turismo che ha portato nello scorso 2017 ad avere ben 5000 visitatori, che con tutti i presupposti saranno in aumento nei prossimi anni, grazie anche all’iniziativa delle associazioni culturali e turistiche locali che hanno avviato a partire dall’aprile 2018 una collaborazione con il Giappone.

La Pro Loco e l’associazione Le Maestà di Montereggio sono state invitate dalla casa editrice Hoyosha ltd in occasione della presentazione del libro incentrato su Montereggio, della scrittrice giapponese Yoko Uchida. Questo scambio culturale prevede per i bambini delle scuole elementari locali degli incontri culturali con i maggiori quotidiani e networks giapponesi.

    Elisa Cosini

    Written by

    Welcome to a place where words matter. On Medium, smart voices and original ideas take center stage - with no ads in sight. Watch
    Follow all the topics you care about, and we’ll deliver the best stories for you to your homepage and inbox. Explore
    Get unlimited access to the best stories on Medium — and support writers while you’re at it. Just $5/month. Upgrade