A Plurality of Unknown Tendencies: a 1977 interview with Mario Mieli

Mario Mieli was a leading figure of the radical gay activist movement in Italy in the 1970s. I found this interview while researching for my translation of his book, Elementi di Critica Omosessuale (Elements of a Gay Critique), and decided to transcribe and translate it to the best of my ability* — partly because a lot of my nebulous thoughts on Mieli’s work tend to fall back on one centre of gravity, namely, the undeniable applicability of his thought far beyond the societal and temporal sphere in which he lived (and died — Mieli committed suicide in 1983, at age 30). Mieli is just one (and still, of course, white- and Eurocentric) example of our naivety in presuming that the “progress” we make is linear, that our attempts to question and to deconstruct the boundaries of gender and sexuality are somehow new or original.

*with the help of the amazing Laura Rende!

-What is crossdressing? Why crossdressing?

-Why do I crossdress? I crossdress because I like it. That’s why. I feel good dressed as a woman, that’s my simple answer. And then also, if you like, as a kind of denunciation — as in, opposing myself to this Norm (which I find demented) that wants men to always wear trousers, and women — well, women can dress as men. But men can’t dress as women. We need to ask ourselves why this contradiction exists.

-What is your personal experience in terms of the links between the gay movement and the feminist movement?

-I think the relationships between the gay and feminist movements are improving, in the sense that… before, there was this attempt to find common ground that seemed somewhat ideological, somewhat forced. Now, on the other hand, we’re discovering that common ground does in fact exist. In terms of my personal life, my relationships with women are always improving. I’m convinced that if there’s a possibility for humanity to save itself from the slaughter it seems condemned to face, that this will happen through women, and through black people and gays. I think that today women are the spokespeople of the future. I’ve actually improved my relationship with my mother and my sisters too, which is a good thing. And I’d say that in general my female friends identify with feminism, even if they don’t necessarily belong to any particular group. My best relationships are with feminists who don’t participate in male political groups either — feminists who are or who have been a part of groups of unconscious practice. I don’t know if viewers will know about this but you could probably speak on it better than I can. But maybe I’m rambling.

-So, feminists?

-Yes, but not necessarily, I mean… so for example, I’m gay, but I don’t think it’s necessary to label oneself as gay any more, you know? In the sense that all of us have sexual tendencies in our own lives, we’re all human beings, so –

-So you’re talking about transsexuality?

-I’m also talking about transsexuality, because it seems to me a term that sheds light on the fact that every man is also a woman and every woman is also a man, and the fact that a plurality of unknown tendencies exists.

-Regarding the links between feminism, gay, etc, in this field you’re among the seven “autumn personalities” as a prophet of the sex of the future.

-Yes. These are all scientifications, right, made-up words to make things sell. Articles like these only last as long as the printed word, i.e. not long at all. That article made me very angry because it was trying to represent me as a porn starlet, which I’m not. It’s obvious now that within my philosophy, within the proposals I make for liberation, there are a lot of elements that can be appropriated and misunderstood in this way — in the sense that I’m not only proposing a liberation of homosexual desire in all human beings, I don’t think gay liberation just means being comfortable, but that it means a discovery of the homosexual tendency present in all of us. So of course this idea scandalises many people who have never thought about the possibility of discovering gayness in themselves.

-I’ve found this idea very convincing. And you’re also a thespian, let’s say, so do you think theatre is a valid means for this? Because the doubt can surface that in fact theatre is a further form of exhibitionism, of provocation for its own sake, but do you think it can work as a means of revelation?

-Certainly, I think that in the Italian tradition art theatre is extremely important. And I would very much like the movement to — it seems like we’re realising some positive aspects of this last year, re Indian people, etc… a return to the possibility of expressing oneself to people using theatrical representation is important. Politicians are always putting on a show. They’re emblems of the society of spectacle. So let’s reappropriate the option of entertainment, and use it to spread the ideas we want to propose.

-Che cos’è il travestitismo? Perché il travestitismo?

-Perché mi travesto? Mi travesto perché mi piace. Questo è il motivo. Mi sento molto spesso bene vestito da donna — quindi la risposta è molto semplice. E poi anche, se vuoi, con un tantino di spirito polemico, in quanto intendo oppormi a quella normalità (secondo me demenziale) che vuole gli uomini necessariamente vestiti coi pantaloni, e le donne — ecco le donne possono travestirsi da uomo. Ma l’uomo non può travestirsi da donna. Bisognerebbe interrogarsi sul perché di questa contradizione.

-Quali sono i rapporti tuoi personali in genere del movimento degli omosessuali col movimento femminista?

-Secondo me stanno migliorando i rapporti del movimento degli omosessuali col movimento femminista, in quanto… prima c’era un tentativo di trovare dei punti d’incontro, e questo tentativo mi sembrava un po’ ideologico, un po’ forzato. Adesso invece si scopre che ci sono, in effetti, dei punti di incontro. Per quello che riguarda la mia vita personale, i rapporti con le donne migliorano sempre più. In quanto, io sono convinto del fatto che, se c’è una possibilità per la specie umana di salvarsi — di salvarsi da questo eccidio alla quale sembra condannata — è attraverso le donne, e attraverso i neri, e attraverso gli omosessuali. Cioè, secondo me, le donne sono portavoce del futuro oggi. Io ho migliorato infatti anche i rapporti con mia madre e con le mie sorelle, quindi questo è un dato positivo. E posso dire che in generale le mie amiche si riconoscono nel movimento femminista, anche se poi non fanno parte necessariamente di un gruppo o dell’altro. Comunque sia i miei rapporti migliori sono con le femministe che non partecipano alle attività di gruppi politici anche maschili, cioè sono praticamente delle femministe che fanno parte di gruppi di pratica dell’inconscio, o che hanno fatto parte di gruppi di pratica dell’inconscio. Cioè non so se gli telespettatori conoscono questo ma penso che forse tu potresti parlarne meglio. Ma io non so se divaghiamo, no?

-Comunque, le femministe?

-Si ma non necessariamente, cioè voglio dire che… è come per esempio, io sono omosessuale, pero non penso che sia necessario più etichettarsi come omosessuale, no? Cioè nel senso che ognuno di noi ha una quantità di tendenze sessuali nella propria vita e poi è un essere umano, cosi –

-Quindi parli di transessualità?

-Io parlo anche di transessualità perché mi sembra un termine che mette in luce sia il fatto che ogni uomo è anche donna e ogni donna è anche uomo, sia il fatto che esiste una pluralità di tendenze nel nero.

-A proposito dei rapporti tra femminismo, gai, eccetera, in questo panorama tra i sette personaggi dell’autunno ci sei te come profeta del sesso futuro.

-Si. Questi sono così, delle scienziaggini, no, cioè dei titoli per vendere. Articoli come questi hanno il tempo, la durata, della carta stampata, cioè durano poco. Quest’articolo mi ha fatto molto arrabbiare perché tenta di propormi come una starlet del porno, quando invece non sono. Ora è evidente che nel mio pensiero, nelle proposte che io faccio per la liberazione, ci sono molti elementi che possono essere strumentalizzati e fraintesi in questo senso — nel senso che io propongo non solo una liberazione del desiderio omosessuale in tutti gli esseri umani, in quanto secondo me la liberazione dell’omosessualità non significa soltanto star bene, ma significa scoprire la tendenza omosessuale che è presente in ogni essere umano. Quindi questo discorso naturalmente può scandalizzare molti, i quali non hanno mai pensato alla possibilità di scoprire anche in sé stessi l’omosessualità.

-Questo discorso mi ha molto convinto. E tu sei anche in fondo un… teatrante, diciamo cosi, ecco tu pensi che il teatro sia un mezzo valido per questa cosa qui? Cioè perché può nascere il dubbio che invece il teatro sia una forma ulteriore d’esibizionismo, cioè di provocazione fine a sé stesse, invece tu pensi che possa funzionare come momento di rivelazione…?

-Senz’altro penso che nella tradizione italiana sia importantissimo il teatro dell’arte. E a me piacerebbe moltissimo che il movimento — mi pare che se ne stia anche rendendo conto con alcuni aspetti positivi di quest’ultimo anno, degli indiani eccetera… è importante un ritorno alla possibilità di esprimersi alla gente attraverso la rappresentazione teatrale. I politici fanno sempre dello spettacolo. Sono emblemi della società dello spettacolo. Quindi riprendiamoci in mano la possibilità di fare spettacolo, e usiamo questo mezzo per diffondere delle idee che secondo noi sono propositive.