Cerco di essere sempre al passo con i tempi,però già vedo vanificati i miei tentativi di diventare un affermato hipster.
Riprendendo la tipizzazione della categoria su wikipedia (fonte quasi mai attendibile) cercherò di porre in essere le nette differenze che distanziano la mia persona dalla suddetta sebbene io porti occhiali retrò,vesta raramente seguendo tendenze radical chic, mi stia impegnando a farmi crescere la barba come quella di un pioniere ottocentesco americano (conscio del fatto che ahimè non durerà troppo visto che se dovessi presentarmi il 28 in queste condizioni in sede d’esame rischierei dai 2 ai 4 anni di reclusione.)

1)Il termine è stato riattualizzato negli anni novanta e duemila, per designare giovani di classe medio-alta, istruiti e abitanti dei grandi centri urbani, che si interessano alla cultura alternativa (o presunta tale) — “non-mainstream” — come l’indie rock, la musica elettronica, i film d’autore e le tendenze culturali emergenti.
-Qui ci siamo, piu’ o meno. Non appartengo alla classe medio-alta nè provengo da un grande centro urbano ma spesso mi interesso di indie-rock e via discorrendo. La cammesola a quadri quindi potrebbe indicare solamente che sono un montagnaro arretrato e non che appartenga a tendenze emergenti.
2)L’hipster postmoderno si professa bisessuale e ottimo conoscitore della lingua inglese e ama appropriarsi dei codici delle generazioni precedenti, ammantandosi di un caratteristico stile rétro. Si serve in negozi di abiti usati, mangia preferibilmente cibo da agricoltura biologica, meglio se coltivato localmente, è vegetariano o vegano, preferisce bere birra locale (o prodotta in proprio) e ama le biciclette a scatto fisso, fixed, che spesso sono ľ unico mezzo di trasporto o vengono comunque usate molto frequentemente.
-Qua invece non ci siamo per nulla. Non mi professo assolutamente bisessuale,non ce la faccio proprio. Fanculo il passo coi tempi.
Di inglese so poco e niente. Conosco frasi basilari per abbordare in discoteca straniere tipo (uaz ior neim? o uer ar iu fromme?). Sottoscrivo che me ne vergogno assai.
Non mi servo di abiti usati,che shchifo lè.
Per quanto riguarda il cibo potrei aprire una parentesi infinita ma mi limito ad affermare la mia passione incondizionata per la carne,la tavola e la non comprensione della dottrina vegana/vegetariana.
Sostengo vivamente l’ipotesi che la parola hipster è usata in Italia (e penso pure in molte altre parti d’europa) a cazzo di cane. Serve solo a rimorchiare sfessate che si eccitano quando sentono parlare di Bergman,Godard,di indie-rock ma che realmente non ne capiscono una beneamata ceppa.
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