Però le sue email

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Versione breve:

Non fate i cretini, votate Bertinelli, è decisamente meglio del suo avversario e non solo per le cose che farà, ma per l’aria che si respirerà nella città dove devo far cresce i miei figli e voi i vostri.

Versione lunga:

Domenica a Pistoia si vota. Mi pare che fra i supporter di Samuele Bertinelli, al netto dei suoi più stretti amici, si sia tutti a dire che non ci piace ma. Non piace neanche a me, ci mancherebbe, eh, che non va assolutamente di moda farsi piacere un Sindaco uscente, e men che meno Samuele. Una volta eravamo a una assemblea provinciale, io rappresentavo la mozione Marino, al tempo, a lui non piaceva una posizione che avevamo preso e mi apostrofò davanti a tutti dicendomi che “mi ero iscritto giovanissimo alla direzione del PD”. Voleva dire che ero appena arrivato e già volevo dire la mia, che è vero. Era una cosa che Pajetta disse di Berlinguer, non senza un certo sarcasmo. Insomma, me le suonò di santa ragione, ma bisogna riconoscere al ragazzo un certo stile, anche nel suonarle.

Una delle cose che succede sempre alle assemblee di partito è che non c’è mai la versione breve e tutto comincia dalla politica mondiale, poi quella europea e così a scendere, fino alla buca in strada sotto il circolo, per la quale la riunione era stata indetta. Dato che vi ho offerto la versione breve, ora vi beccate almeno la politica mondiale. Trump ha vinto ma non è un grosso problema. La democrazia americana è fatta di pesi e contrappesi e probabilmente non succederà niente di enorme in questi 8 anni (sono un pessimista). Però quello che succede è che hanno fatto governare un maschilista, opportunista, razzista e bugiardo, legittimando tutte queste belle cose. È un po’ il meccanismo di funzionamento del M5S: siamo di sinistra ma aiutiamoli a casa loro. Così anche chi è di sinistra si sente autorizzato a essere razzista.

Ok, non divago. Un supporter del Bertinelli ha ironizzato sulla questione Tango -> Alzhaimer pubblicando LA scena di Ultimo Tango a Parigi, quella scena, sì. E facendo una battuta moooolto divertente. Sì, scuse poi, eccetera. Durante la campagna elettorale c’era un gruppetto di ragazzi del candidato di estrema destra, non avevo visto per chi volantinavano, dalla macchina, e ho detto: cazzo, son tornate le squadracce?

Per alcuni anni sono stato vice presidente dell’associazione teatrale pistoiese, vice di uno che reputo un ottimo presidente e che adesso si è schierato per le elezioni, ma al ballottaggio non sta né né. Poi sono stato vice del suo successore, per un annetto. Credo che i numeri dicano che entrambi hanno lavorato molto bene, con le risorse che c’erano, che non erano molte. Quando sono arrivato io ATP aveva già risanato i bilanci, quando sono andato via il Manzoni vendeva più dell’80% dei suoi posti, in media. A me fa specie vedere l’ex presidente che non si spaventa di fronte alla possibilità che una persona sostenuta dal partito che in commissione comunale, e lui era presente come me, disse: “è ora che il teatro operi in pareggio e senza soldi pubblici” diventi il Sindaco, cioè abbia la possibilità di realizzare questo disastro culturale. A me, da ex vice presidente, quella visione della cultura spaventa quanto basta. I soldi pubblici alla cultura servono, e serve che facciano girare l’economia culturale. L’alternativa è non fare cultura.

Bertinelli parte per la tangente, sulle cose. Mi pare che questa storia stia diventando come la storia delle email di Hillary, cioè un po’ sì, ok è testardo, è uno che mi ha detto che non dovevo mettere bocca nelle cose dei grandi e tutti a discutere di questo. E ci dimentichiamo che la visione della città che ci propone, lo spirito della città che ci propone, è migliore di quella del suo avversario. È migliore, non c’è altro da aggiungere. È meglio finanziare la cultura, è interessante quello che vuol fare per migliorare l’informatizzazione, è meglio il suo progetto per gli asili (e io non sono un demonizzatore del privato, eh, ci mancherebbe). È migliore il suo programma politico.

Quando — dio non voglia e non vorrà, ho consegnato la mia previsione e la pubblicherò lunedì, dovesse anche espormi al pubblico ludibrio — il candidato della destra — centro destra? con primo partito Fratelli D’Italia? al massimo destra centro — la città diventerà una città dove si respira un aria un po’ di destra e si vede da come le cose funzionano — e non funzionano — ricordatevi che se non votate Bertinelli perché vi sta un po’ antipatico, beh, state facendo una cazzata. Se votate il candidato della destra è perché condividete i principi di destra, che è legittimo, ma tant’è. Però, per piacere, vi prego, non fatelo.