Emozioni: Ronda Ghibellina. E nella testa SEMPRE il TOR DE GEANTS

Tra poche ore la prima prova del 2016: Ronda Ghibellina, 43k 2200D+. Ci arrivo con molte incognite ma con la certezza di volerla fare, di volervi misurare ancora una volta con me stesso. Riuscirò a portare a termine la gara? Ed in quanto tempo? Come starò la mattina della partenza, e la prima salita, come sarà? Io, come starò? Emozioni prima ancora di partire per Castiglion Fiorentino. Domani notte si dorme in palestra. Rivedrò molti amici conosciuti durante tutto il 2015 a giro per l’Italia. E nella testa, SEMPRE, il Tor e le sue salite infinite, la sua fatica infinita (e fanatica), le sue notti e le sue incertezze gravide di paure, i suoi odori (ed i suoi dolori). Il Tor è un sogno. E non l’ho nemmeno finito. Nemmeno una volta. Solo mezzo (Donnas). Eppure. Eppure ci si sente reduci di un’esperienza così grande che capisci che il pensiero di quella avventura è diventato parte integrante del tuo stesso modo di interpretare la vita di ogni giorno. E’ quella eccezionalità al limite della stupidaggine, salire finché ne hai nelle gambe e nei polmoni, come avvitandosi lungo le pietraie in salite miracolose e discese insidiose e verticali. E’ così che mi preparo alla Ronda, sognando il Tor de Geants. A costo di passare per grullo - come si dice a Prato - per l’ossessività del pensiero. Comincio a credere che sia ormai una delle poche, pochissime dimensioni in cui percepisco di poter essere coerente con quella che è la mia natura. Chi lo avrebbe mai detto. Per quello che sono stato. Non lo avrei mai detto. E vedendo molti di quelli che erano con me non troppi anni fa. Alla fine il Tor è una gara come le altre. Fatta di interessi, denaro e compagnia cantando. Non c’è niente di mitico nel Tor se non fosse che mitico è tutto il resto che non è umano eppure così tremendamente umano. Le pietraie di notte mentre le gambe di vanno in pappa sono mitiche e tu che sputi sangue, letteralmente, non molli e continui a salire seguendo la striscia impazzita di frontali che zigzagano ed alzi lo sguardo a cercare la luce rossa che, lassù, segna l’arrivo al passaggio del Colle. E sai che è proprio lì che devi arrivare. Le polemiche di questi giorni tra Trailer VdA e Regione VdA non scalfiscono il Tor. Anzi. Se ne capisce ancora di più il senso. Come l’assedio quotidiano da ciò che non è e che non ci piace, così anche quei monti sono assediati da interessi, strumentalità, potere e via e via. Eppure i monti sono ancora lì, proprio mentre sto scrivendo. Proprio adesso. Chissà sui gradoni di Crosatie quanto vento tirerà e se c’è silenzio ed il chiarore lunare, chissà quanta neve e quanto silenzio ovattato.

Ronda Ghibellina, domenica, 48 h. Dolorante ancora della caduta della settimana scorsa, mezzo acciaccato, poco allenato per recuperare dalla botta, eppure una gran voglia di andare.