Se questo è un posto
Da qualche giorno sono qui, se questo è un posto.

C’è un vecchio centenario che mi ha insegnato il silenzio.
Ogni tanto una folata di vento alza una spirale di polvere.
Lui, il vecchio, qui ha piantato gli alberi che, dice, “erano piccoli quando io ero grande” alludendo alla forza della giovinezza, “ora loro sono diventati grandi e io sono diventato piccolo”.

Ancora il vento passa fra le foglie, leggero. Lo vedi. Mentre tutto è fermo. Il primo a destra comincia ad agitarsi leggermente, poi quello di fianco e ancora l’altro, poi l’altro, poi l’altro ancora … Dura un po’, poco … Il tempo di passare … Poi tutto torna a placarsi. Silenzio. Il vecchio non parla.
E’ vissuto di niente, a volte saltando il pranzo e la cena, sono passati gli anni e ora, dice, è pronto. La morte gli ha portato via una figlia appena un anno fa. Era ancora giovane. “Così vuole, così se l’è portata. Bisogna accettare tutto nella vita, buono e cattivo”, mi dice con un filo di voce, con tristezza.

E’ così assente questo pomeriggio assolato e stanco. La tristezza per questa assenza che senti nelle sue parole assomiglia all’assenza che senti dentro in profondità a livello del cuore e che ti da dolore. Ecco tutto quello che c’è, se c’è, è qui.
E’ tutto. Forse è tutto in questo niente.