Perchè creare un Mondo virtuale immersivo?

La gente non compra quello che fate; compra il motivo per cui lo fate. E se parlate di ciò in cui credete,attrarrete coloro che credono in ciò in cui credete voi. Ma perché è importante attrarre coloro che credono in ciò che credete? Una cosa che si chiama legge della diffusione dell’innovazione. E se non conoscete la legge, sicuramente conoscete la terminologia. Il primo 2,5 per cento della popolazione è la nostra quota di innovatori. Il successivo 13 per cento della popolazione sono gli utilizzatori precoci. Il successivo 34 per cento è la prima maggioranza, la maggioranza ritardataria e i lenti. (…)
Ci posizioniamo tutti in vari punti e in tempi diversi su questa scala, ma ciò che la legge della diffusione dell’innovazione ci dice è che se vogliamo il successo di massa o l’accettazione di massa di un’idea non la si può ottenere finchè non si raggiunge questo punto di svolta tra il 15 e il 18 per cento di penetrazione del mercato. Dopodichè il sistema si capovolge. (…) Il problema è: Come fare a trovare quelli che semplicemente ci stanno e cominciare a fare affari con loro e non con quelli che non ci stanno? Perciò è questo qui, questa piccola differenza Che deve essere colmata, come la chiama Jeffrey Moore, “attraversare l’abisso” Perché, la prima maggioranza non proverà qualcosa finché qualcun altro non l’ha provata prima. E queste persone, gli innovatori e gli utilizzatori precoci, se la sentono di prendere queste decisioni d’impulso. Si sentono più a loro agio nel prendere queste decisioni d’istinto guidate da ciò in cui credono nel mondo e non solo in quale prodotto è disponibile.

La questione è quanto mai semplice. Leggi romanzi di fantascienza come True Name, Snow Crash e Ready Player One, vedi film come Tron, Il Tagliaerbe, Il tredicesimo piano ed alla fine lo sogni e lo desideri un Metaverse da sperimentare realmente. Non accetti nemmeno l’ipotesi fatta dal blog Metaversing che, sull’idea di un unico gigantesco Mondo Virtuale Immersivo, nicchia, dicendo che in fondo si tratta di un prodotto non utile e soprattutto non vendibile. Parliamoci chiaro, l’idea di un Metaverse può essere sicuramente definita come “Cool”, ma non sembra essere l’applicazione che macina utenti su utenti, la cosìdetta “killer application”. Sono sicuro che una piattaforma di questo tipo non passerebbe una revisione tramite “Sprint”, ma siamo sicuri che serva?

Io ho un sogno e questo sogno si chiama “MayaVerse”, ovvero un Metaverse:

ambiente virtuale tridimensionale immersivo ricreato al computer condiviso tra più utenti attraverso Internet con possibilità persistente di inserimento, modifica, cancellazione e completa interazione tramite device virtuali con oggetti ed agenti, programmabile attraverso un linguaggio di scripting.

3D immersive virtual environment recreated by computer, shared with multiple users over the Internet with a persistent possibility of insertion , modification and deletion of objects and agents and direct interaction throught virtual devices. Futhermore programmable through a scripting language.

La definizione appena esposta chiarisce solo in parte le possibilità offerte da un Metaverse. Ecco allora di seguito un breve “manifesto” che possa delineare più in dettaglio le caratteristiche del progetto “MayaVerse”.

Un micro manifesto per il perfetto “Metaverse”:

  • Immersive Virtual Reality: Realtà Virtuale Immersiva ovvero ben congeniata per un senso di “presenza” ed “interazione” ad alto livello. Non si deve pensare ad un semplice visore HMD collegato ad un ambiente ricreato al computer, ma ad una piattaforma che “coinvolga” l’utente e soprattutto dia a lui la possibilità di interagire con gli altri utenti, con oggetti ed anche con sistemi automatici o guidati da Intelligenze Artificiali. Le tecnologie di VR unite alla possibilità di condivisione offerta dalla rete sono gli ingredienti perfetti per una pozione in grado di “portarci” in una nuova dimensione.
  • Open Source/Royalty Free protocols, standards, code: l’intero codice sorgente del Metaverse dovrebbe essere rilasciato sotto lincenza Open Source, ma soprattuto basato su standard e protocolli non proprietari, aperti e certificati da enti internazionali. Casi esemplari sono gli standard VRML e la sua evoluzione X3D che tuttavia, dopo un periodo di buona diffusione, sono stati poi “dimenticati” dall’industria informatica. Recentemente anche Carmack ha sottolineato questa possibilità con la creazione di uno standard aperto per la descrizione di una scena 3d ed il suo trasferimento attraverso internet tramite glTF. Altri importanti sviluppatori si sono espressi al riguardo arrivando alle stesse conclusioni.
  • Sandboxing User Generated contents In-World/Out-World: la possibilità di offrire ai diversi utenti strumenti per la creazione e modifica di qualsiasi contenuto all’interno dell’ambiente virtualizzato è fondamentale. Anche la possibilità di importare creazioni da altri sistemi e software si pone come obiettivo che amplifica la creatività degli utenti ed offre un livello di interazione senza precedenti. Tutti gli attuali “Metaverse” offrono a vario livello questà opportunità che può essere poi specializzata per creare giochi, esperimenti e forme artistiche di ogni tipo.
  • Scripting system using software language as Javascript, C#, Go, Swift: direttamente correlata con il procedente punto è l’esigenza di programmare attraverso linguaggi di alto livello l’intero ambiente. C#, Go e Swift sembrano essere dei candidati perfetti anche se la scena è attualmente dominata dal Javascript. E’ fondamentale comunque dare agli sviluppatori l’opzione di creare collegamenti, modificare automaticamente l’ambiente ed interfacciarlo con altri sistemi e piattaforme.
  • Metaverse as protocol not only as API: è abbastanza ovvio pensare che il Metaverse esponga delle API, ma è ancora più importante ipotizzare la creazione di un vero e proprio protocollo che permetta di creare diversi Metaverse tra loro comunicanti. Nel passato ci sono stati diversi tentativi come ad esempio MMOX che tuttavia non è riuscito a superare lo stato di bozza dell’ IETF.
  • Crypto Currency inside Metaverse: perchè non usare direttamente Bitcoin od Ethereum? A discapito di molti annunci ancora nessun Metaverse usa Cripto-valute di qualche tipo per permettere al compravendita tra utenti. Questa caratteristica renderebbe invece la piattaforma unica e soprattutto contribuire a coinvolgere maggiormente l’utente.
  • Decentralized architetture: quasi tutte le piattaforme per mondi virtuali sono basate sulla classica architettura client-server. Passare ad un sistema peer-to-peer avrebbe enormi vantaggi. JanusVR, ad esempio, permette di utilizzare l’incredibile IPFS (Inter-Planetary File System) per il recupero veloce dei diversi “asset”.

Qualcuno mi ha chiesto perchè creare un nuovo Metaverse? Perchè creare MayaVerse? Perchè non utilizzare piattaforme già esistenti come HighFidelity o Project Sansar. Lo faccio perchè gli attuali sistemi in sviluppo non hanno tutte le caratteristiche che ho delineato. Perchè ognuno tenta di imporre in qualche modo la propria visione creando il “giardino chiuso”. Perchè pochissimi stanno mostrando la loro filosofia e soprattutto condividendo le profonde conoscenze tecniche per la loro costruzione. Utilizzare un programma non significa comprenderne il suo funzionamento interno, ma soltanto esserne un utente. Costruire un Metaverse, invece, vuol dire acquisire conoscenze informatiche avanzate che possono essere la base per un laboratorio di sperimentazioni sempre nuove e facilmente utilizzabile. Una condivisione della tecnologia che permetterà forse di replicare “miracoli” tecnologici quali il Web nella costruzione di un universo tridimensionale condiviso ed immersivo tra milioni di utenti. Una sfida forse impossibile ed utopica, forse un sogno, ma sicuramente un motivo valido per tentare quest’avventura. Chi mi ama, mi segua…

Il logo del Project MayaVerse