Giorno 1 — Le prime 24 ore

Sono le 16.20. Anno 2017. Se qualcuno mi chiedesse cosa ora desidero di più non avrei nessun dubbio: una sigaretta, anche una MS Gialla andrebbe bene. Una Diana rossa. Qualsiasi cosa che abbia un filtro — anche no — e che si possa accendere.

Invece sono 1 giorno, 15 ore e quattro minuti che ho abbandonato le sigarette. Sinceramente non solo dell’umore giusto per tenere il conto dei minuti, o dei secondi. A ricordarmelo è una app sul cellulare che oltre dirmi da quanto tempo non uso il mio accendino, mi ricorda anche quanti soldi ho risparmiato, quanto ne beneficerà la mia salute, quanti minuti di vita ha riconquistato, quanto sono bravo. Addirittura c’è una chat con tutti quelli che come me in un punto esatto della propria vita hanno deciso di troncare con l’amato tabacco. In verità si parla poco di sigarette: tutti ci provano con tutte, forse sarà che la fine del fumo aumenta l’eccitazione, oppure qualcuno è entrato come un Jesse Pinkman qualsiasi. Questo non ve lo so ancora dire.

Di sicuro non riguarda me, non voglio sentire e vedere nessuno. Odio ormai il genere umano e qualsiasi cosa respiri. Il non fumare non mi ha fatto ritornare — come dice qualcuno — né l’olfatto, né il gusto. Mi ha fatto solo aumentare il nervosismo e la tensione, tanto che vi consiglio vivamente di non rispondere sotto questo post.

Voglio una sigaretta.

Potrei tenere questo blog solo per un giorno aiutare le forze dell’ordine a sbrogliare difficili casi. “Guarda un poco questo tizio — dirà il maresciallo — sicuramente è stato lui. Ha confessato, non serve manco il processo: buttiamo la chiave”. Forse non sarebbe così male: in carcere hanno le sigarette, vero?

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