A cosa serve oggi il web?
Michele Bontorno
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Quotone che di più non si può.

C’erano però una volta le applet Java, codice Java pensato per essere eseguito dentro ad un browser web. È qualcosa che somiglia abbastanza a quello che hai scritto tu.

Io però, come ti dicevo ieri sera, immagino proprio un nuovo servizio che incorpori ed esponga tutte le routine classiche a cui ormai siamo abituati, un po’ come in un framework. In realtà si tratta di un vero e proprio tire environment la cui complessità è distribuita in modo opportuno tra lato client e lato server. Chi volesse sviluppare per questo environment avrebbe la possibilità di usufruire di tutto il tier integrato producendo le proprie applicazioni come dei veri e propri plug-in.

Ad esempio, si potrebbe installare un plug-in web-like, una sorta di sottoinsieme ben strutturato ed ottimizzato per riprodurre siti “web”. In tal modo, anche l’utente mobile non dovrebbe far altro che installare il client tier, poi installarci sopra il plugin-in suddetto et voilà: les jeux sont fait. A quel punto il plugin funzionerebbe come un normale web browser, ma la complessità comune a tutte le possibili applicazioni sarebbe spostata a livello di tier, quindi il plugin dovrebbe occuparsi soltanto dell’eventuale plus per l’HTML e il CSS, e al posto di JavaScript si potrebbe introdurre un semplice linguaggio di scripting per la dinamicizzazione delle pagine che si appoggiasse alle routine esposte dal tier (sia lato client che lato server). Così facendo hai “reinventato” il web in una versione semplificata e come applicazione particolare di un sistema più ampio che accetta plug-in scritti in linguaggi che possono avvantaggiarsi delle funzionalità core spostate a livello di tier.

Oltretutto, in questo modo, anche le applicazioni mobile potrebbero subire un enorme vantaggio, perché avrebbero a disposizione delle funzionalità core in questo strato comune, riducendo così il consumo di batteria, poiché il client tier sarebbe un unico servizio in esecuzione a disposizione dei plug-in (tendenzialmente piccoli) in esecuzione locale. Addirittura, il tutto si potrebbe pensare come un servizio separato ed usabile da applicazioni mobile e desktop classiche, senza per forza essere implementato come una vera e propria architettura a plug-in.

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