Diario dalla California giorno 2
Matteo Renzi
25050

Signor Renzi, sono molto contento che sia interessato a raccogliere testimonianze ed esperienze dalla Silicon Valley, fa capire che perlomeno c’e’ qualcuno che comprende che e’ nelle tecnologie, piu’ che nel mattone, che si gioca il futuro economico dei paesi avanzati. Essendo io parte del settore tecnologico da piu’ di un decennio, vorrei condividere con Lei alcune osservazioni che mi preoccupano ormai da anni sperando che possano essere spunto per una discussione politica:
La Cupertino d’Europa e’ indubbiamente Londra come Lei ben sapra’.. da alcuni anni pero’ c’e’ uno sforzo massiccio da parte di paesi come la Germania, la Danimarca, la Svezia ed in misura minore ma comunque significativa, la Spagna, la Romania, la Serbia e Malta di sottrarre talento all’Inghilterra e creare una vasta serie di agevolazioni ed opportunita’ volte a sviluppare una propria comunita’ tecnologica. Tutto questo non si osserva in Italia purtroppo.
Io personalmente lavoro ormai da anni nel settore dei videogiochi ed osservo aziende con fatturati miliardari nascere e svilupparsi qui a Londra. Alcune fondate e capitanate da Italiani, come Riccardo Zucconi che e’ uno dei fondatori e CEO di King, l’azienda che ha conquistato il mondo con Candy Crush (e che, duole ricordare, non l’ha fatto in Italia) con un fatturato annuo di quasi due miliardi di dollari e che e’ stata acquisita da Activision nel 2015 per la cifra record ti 5.9 miliardi di dollari.
Persino in Spagna e’ di pochi giorni fa la notizia che TakeTwo ha acquisito lo studio tutto spagnolo Social Point per 265 milioni di dollari.
E potrei andare avanti a narrarle di come gli investimenti si stanno spostando in Romania e di come la Germania stia ormai da circa 3 anni aggressivamente rubando talento a Londra nel settore dei videogiochi della realta’ virtuale ed aumentata e dell’intelligenza artificiale.
Io mi chiedo come mai in Italia non succede nulla? Come mai da noi, nonostante il grosso bacino di talento tecnico, creativita’ e nonostante l’Italia sia notoriamente in cima alle classifiche del mercato dei videogiochi come paese maggiormente fruitore del mezzo, non si vedono che piccoli studi che faticano a restare a galla e non si percepisce neanche l’interesse a creare le condizioni per competere nel campo tecnologico?
Si’ abbiamo Arduino da noi, ma a quanto pare il suo indotto e’ rimasto tristemente confinato e relativamente anonimo.

La mia impressione e’ che rischiamo di rimanere tagliati fuori da un settore strategico e possibilimente vitale per il nostro futuro economico ed industriale.
Spero che Lei possa contribuire a richiamare l’interesse politico e l’attenzione pubblica all’urgenza di creare le condizioni fiscali ed economiche affinche’ il nostro paese possa diventare attraente per imprenditori ed investitori in questo settore. Per quello che vedo io, e’ gradevole e gradito che Apple apra un centro di training nel nostro paese, ma noi le competenze tecniche le abbiamo gia’, ci mancano le condizioni economiche per far decollare i nostri talenti imprenditoriali e creare un indotto che porti investimenti sia nostrani che esteri al fine di fungere da polo aggregatore per le tecnologie.

Non mi dilungo oltre, sebbene molto altro potrei aggiungere, per non abusare ulteriormente del Suo tempo.

La ringrazio sinceramente per la cortese attenzione.
Cordiali Saluti.

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