Seveso 40 anni dopo

Verso le 12:37 di sabato 10 luglio 1976, nello stabilimento della società Icmesa sito nel territorio del comune di Meda, al confine con quello di Seveso, il sistema di controllo di un reattore chimico destinato alla produzione di triclorofenolo, un componente di diversi diserbanti, andò in avaria e la temperatura salì oltre i limiti previsti. La causa prima fu probabilmente l’arresto volontario della lavorazione senza che fosse azionato il raffreddamento della massa, e quindi senza contrastare l’esotermicità della reazione, aggravato dal fatto che nel processo di produzione l’acidificazione del prodotto veniva fatta dopo la distillazione, e non prima.

L’esplosione del reattore venne evitata dall’apertura delle valvole di sicurezza, ma l’alta temperatura raggiunta aveva causato una modifica della reazione che comportò una massiccia formazione di 2,3,7,8-tetraclorodibenzo-p-diossina (TCDD), sostanza comunemente nota come diossina, una delle sostanze chimiche più tossiche. La TCDD fuoriuscì nell’aria in quantità non definita e venne trasportata dal vento verso sud-est. Si formò quindi una nube tossica, che colpì i comuni di Meda, Seveso, Cesano Maderno e Desio. Il comune maggiormente colpito fu Seveso, in quanto situato immediatamente a sud della fabbrica.

Le prime avvisaglie furono un odore acre e infiammazioni agli occhi. Solo dopo sette giorni la notizia apparve sui giornali (Un intero quartiere di Seveso gravemente inquinato da gas tossici, in Corriere della Sera, 17 luglio 1976).

Il disastro ebbe notevole risonanza pubblica e a livello europeo portò alla creazione della Direttiva 82/501/CEE nota anche come Direttiva Seveso. Fu la prima volta che la diossina uscì da una fabbrica e andò a colpire la popolazione e l’ambiente circostante. Secondo una classifica del 2010 della rivista TIME l’incidente è all’ottavo posto tra i peggiori disastri ambientali della storia (TIME). Il sito americano CBS ha inserito il disastro tra le 12 peggiori catastrofi ambientali di sempre (CBS news).

Per i dirigenti della Hoffmann-La Roche l’Icmesa era “die Dreckfabrik”, la fabbrica sporca, e questo ancor prima di quel fatidico 10 luglio 1976, il giorno che ha cambiato per sempre non solo la vita degli abitanti di Seveso, ma l’intera storia dell’ambientalismo. Nel quarantesimo anniversario del disastro, il documentario “Dreckfabrik” ripercorre la storia dell’Icmesa dal suo insediamento in Lombardia fino al 1976, dando al contempo spazio e voce alla coraggiosa reazione della popolazione di Seveso, che è riuscita nel corso degli anni a ricostruirsi in quanto comunità, sino a diventare una “città resiliente”, anche se le conseguenze di quello che accadde quel ventoso giorno di luglio del 1976 lasciano ancora oggi ferite aperte.

Approfondimento su Seveso:

▪ Cos’è il Bosco delle Querce?

▪ Le ferite aperte del caso Seveso (L’editoriale di Corriere.it)

▪ Non è colpa della chimica (Il Sole 24 Ore)

▪ Incidente di Seveso, cosa abbiamo imparato 40 anni dopo (Wired.it)

Seveso 1976 — Oltre la diossina. «Peggio di Hiroshima». «Più diossina che in Vietnam». «Peste chimica: i giorni del terrore». Un libro da non perdere per chi vuole saperne di più.

▪ “voi, che vivete tranquilli nella vostra coscienza di uomini giusti, che sfruttate la vita per i vostri sporchi giochetti allora, allora ammazzateci tutti!”. Antonello Venditti, Canzone per Seveso.

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