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Nascita, curiosità e censure televisive de “Le avventure di Lupin III”

<<Noi andiamo alle Hawaii! Viene anche lei, ispettore?>>, <<Ogni volta lo stesso ritornello, vero Zazà?>> (Ultima frase di Lupin III nella prima serie (rispettivamente tratta dal primo e secondo doppiaggio). “Le avventure di Lupin III” è la prima serie TV anime di Lupin III, la prima con la giacca verde, trasmessa per la prima volta in Giappone dal 24 ottobre 1971 al 26 marzo 1972 su Yomiuri TV. Dal 1987 viene trasmessa con il titolo “Lupin, l’incorregibile Lupin”, mentre nel 2004 viene ripresitato n titolo storico italiano. Inizialmente, Mobkey Punch pensa a Lupin III solo come uno dei suoi tanti manga,. Non solo, infatti, non lo immagina come una serie di anime, ma ne è addirittura contrario. Dopo vare richieste della casa di animazione, egli acconsente alla creazione, nek 1969, di un Pilot Fim, che cecando di conservare il più possibile il tratto del manga, gli fa immediatamente cambiare idea. Nasce così questa prima serie che, nell’idea iniziale del regista Masaaki Osumi, doveva durare 26 episodi. La caratterizzazione dei personaggi si discosta notevolmente da quella che li renderà celebri nella seconda serie. Lupin ad esempio non è il ladro e gentiluomo un po’ pagliaccio (oltre che totalmente succube delle donne) che piace tanto nella serie son la giacca rossa, ma uccide a sangue freddo (basti pensare alla scena in cui impicca i tre poliziotti negli episodo “l’evasione di Lupin”) ed è molto più serio. Goemon, che appare solo in alcune puntate è decisamente meno filosofico e molto più sanguinario se si considera che sia nella puntata “il segreto delle tre pergamene” che nell’ottavo episodio “le carte da gioco di Napoleone” sventra un paio di persone (scene troppo censurate nelle versioni italiane). Fujiko è molto più “femme fatale”: pericolosa. Abile con le armi, e decisamente più sensuale che nella seconda serie in cui si farà notare soprattutto per come abbindola di continuo Lupin. Anche Zenigata è più serio e in diverse occasioni prova ad uccidere Lupin. Lupin poi lo teme decisamente di più che nella seconda serie. L’uomo che non cambierà più di tanto è Jigen. Nelle primissime puntate poi, le storie hanno spesso un taglio drammatico, come negli episodi “il terzo sole” e “il passato ritorna”. Un’ultima caratteristica che contraddistinguerà le due serie è che nella prima raramente in una puntata appaiono tutti e cinque i protagonisti e in diversi episodi Lupin non ruba nulla. Purtroppo, la trasmissione dell’anime tv non venne molto seguita, così la produzione chiama in regia Hayao Mihazaki e Isao Takahata, che l’hanno poi dovuta trasformare in contenuti e qualità. Il pubblico nipponico , comunque non era anco4ra pronto a un anime del genere, ed è probabilmente questa la causa dell’ulteriore insuccesso della serie che verrà, così, abbandonata all’episodio 23. Il grande successo della serie viene decretato solamente nelle repliche, ed è a quel punto che scaturisce l’idea della seconda serie. Il primo doppiaggio, sia in audio che in video, è integrale, ma ha diverse pecche e sviste nella traduzione. Inoltre, analogamente ad altri doppiaggi eseguiti per le reti locali, il cast p molto limitato (Enzo Consoli doppia sia Goemon che Zenigata), e in conseguenza di ciò i doppiatori principali danno la voce anche agli altri personaggi secondari dei singoli episodi. Viene trasmesso integralmente solo sulle reti locali, dove si utilizza la sigla d’apertura e chiusura originiale giapponese con la canzone “Planet O”, non attiene alle avventure del personaggio. A partire della replica di Italia 1 del febbraio 2004 viene riutilizzato questo doppiaggio, in versione censurata nel momento, ma in maniera molto più lieve rispetto alle seconda edizione, con la sigla iniziale “Hello Lupin”, canzone di Giorgio Vanni, sulle immagini della sigla originale (le stesse di “Planet O”), e con Planet O come sigla finale. Dopo il recupero del secondo doppiaggio per la trasmissione su Boing, questo doppiaggio viene comunque trasmesso su Italia 2 fra gennaio e febbraio 2014, sempre con “Hello Lupin” come sigla iniziale e “Planet O” come sigla finale. Il secondo doppiaggio, trasmesso dal 1987, sia in audio che in video, è censurato prima del doppiaggio. Inoltre, il video è rovinato dal tempo e di conseguenza si presenta molto scuro (per esempio, la giacca di Lupin da verde diventa blu) e appaiono numerosissimi errori di mixage. Alla sua prima messa in onda gli episodi vengono mischiati con quelli della terza serie, e vengono spacciati per nuovi. Il doppiaggio, però, ha anche dei vantaggi, come, ad esempio, essere stato doppiato dal cast ufficiale e presentare, il più delle volte, traduzione e adattamento più fedeli alla versione originale. La stampa è “Lupin, l’incorreggibile Lupin” di Enzo Draghi. Prima del recupero del doppiaggio storico, l’ultima trasmissione televisiva di questo doppiaggio avviene nel 2003 su ITT. Questo doppiaggio viene poi ritrasmesso su Boing fra dicembre 2013 e gennaio 2014, i primi dieci episodi senza sigle e gli altri con “Hello Lupin” come sigla iniziale e “Lupin — fisarmonica”, la sigla della seconda serie, come sigla finale. Lo stesso si verifica per la seconda tranche di repliche su Boing dall’ottobre 2014: tutti gli episodi vengono trasmessi privi di qualsiasi sigla iniziale e finale. La sigla italiana della prima serie televisiva, “Planet O” (RCA, 1979), scritta da N. Cohen (testo) e S. Woods/F. Safi (musica), cantata da “Daisy Daze and the Bumble Bees”, è in inglese e presenta una strana anomalia: narra di fantomatici pirati provenienti da un non meglio specificato “Pianeta O” ed è totalmente scollegata dai protagonisti e dalle vicende dell’anime. Il testo, che parla esplicitamente di pratiche sadomasochistiche, sembra essere ispirato al romanzo erotico “Histoire d’O”. nel 1987 viene sostituita da “Lupin, l’incorreggibile Lupin” degli amici di Lupin, e mentre dal 2004 in occasione dei ripristino del titolo storico, viene sostituita da “Hello Lupin” di Giorgio Vanni in apertura, mentre in chiusura viene ripristinata “Planet O”. per la nuova trasmissione del secondo doppiaggio nel 2013–2014, i primi dieci episodi sono senza sigle, mentre gli altri hanno come sigla inziale “Hello Lupin” e come sigla finale la prima sigla delle seconda serie, intitolata semplicemente “Lupin” (RCA, 1982) e nota anche come “Lupin — Fisarmonica”, scritta da Francesco Migliacci, musicata da Franco Micalizzi e cantata da Irene Vioni con l’accompagnamento dell’Orchestra Castellina-Pasi. Le immagini di questa sigla finale rimangono quelle della sigla iniziale originale della seconda serie, in cui Lupin ha la giacca rossa. Alcune curiosità: Hayao Miyazaki lavorerà ancora su Lupin producendo il film “Il castello di Cagliostro” e gli episodi 145 e 155 della seconda serie. In questa serie, la giacca di Lupin III, inizialmente, doveva essere rossa, ma poi viene scelto il verde perché il rosso è troppo vistoso in tv in quel periodo. Nell’episodio 11 (Furto alla cassa della banca centrale — “Il settimo ponte”) è presente una scena che divenne famosissima: Lupin, ammanettato, carica la sua pistola con i denti. Questa scena viene poi ridisegnata per essere inserita nello special televisivo Episodio: 0, in cui Lupin, tenendo una mando sulla pistola e l’altra sul volante dell’auto carica la Walther con i denti. In Spagna le puntate vengono acquistate e doppiate sulla seconda edizione censurata italiana, così come per la terza serie.

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