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Caro Presidente, molto velocemente potrei dire: sono d’accordo. Inoltre condividere il fatto che bisogna pensare a quello che c’è da fare, guardando avanti, e non recriminare sempre sul passato. Così vorrei aggiungere un piccolo spunto di riflessione.

Se in Italia pensiamo all’evasione fiscale ci saltano agli occhi sempre i soliti stereotipi: i Riva di turno che portano i soldi all’estero, gli idraulici (sempre colpa degli idraulici!), gli scontrini del caffè al bar, la criminalità. Nelle varie misure sempre gli stessi attori. I governi si susseguono da anni, destra e sinistra, ma noto che (quasi) mai si fa riferimento ai “doppi” lavori degli statali, rigorosamente in nero, che per alcuni politici spregiudicati sono la “vera ancora di salvezza delle famiglie”. Faccio alcuni esempi: l’insegnate che nel tempo libero da lezione a 30 euro l’ora ai nostri figli, l’infermiera che per 10 euro viene a fare l’intramuscolo a casa all’anziano, l’usciere dell’anagrafe che fa lavoretti di riparazione per 20 euro, l’operatore dell’AMA che per 50 euro ti mette a posto il giardino e pota le piante. Nessuna ricevuta, solo contante. Ho notato inoltre che costoro (quasi tutti) sono quelli che durante le loro prestazioni ti fanno il sermone su come Grillo sia l’unico che possa cambiare il “sistema” (lo dicevano anche di Berlusconi, prima). Onestà, onestà! Quale? Che differenza c’è tra i Riva e chi raddoppia lo stipendio in nero? Solo gli zeri, ma la questione morale è identica. Questione che non può essere risolta dicendo che “questo è il solo modo per sopravvivere”. Molto del debito pubblico nasce per la “generosità” con la quale i suoi predecessori, di ogni schieramento, hanno comprato consensi assumendo in modo selvaggio gente inutile nella pubblica amministrazione e consentendo ad altri di fare il proprio comodo impunemente: assenteismo, cartellino… Poi certo che ci sono anche quelli onesti e dediti al proprio lavoro e ci mancherebbe che no!

Allora ci stupiamo che lei per mesi sia stato il NEMICO NUMERO UNO, il DESPOTA da sconfiggere? No, lei ha toccato i sindacati, ha promosso la legge Madia, ha smontato lo status quo di chi ha vissuto per anni sulle spalle degli altri. Aggiungo anche che la sua “impopolarità” al Sud risiede proprio in questo (vedi Pompei): come si permette Renzi di dirci cosa dobbiamo fare, come dobbiamo comportarci sul lavoro? Al Sud la criminalità organizzata è più “organizzata” dello Stato e uno come lei può trovare consenso in una palude dove gli alberi non possono crescere? Dubito. Il dramma vero del nostro Paese è proprio di essere una palude nella quale si finisce sempre col credere, con malizioso compiacimento, a chi racconta menzogne fingendo di piegarsi alla volontà del popolo ma causandone spudoratamente la rovina e, a Roma, ne sappiamo qualcosa. Sono stato lungo ma credo che, oltre ai giusti commenti, su un blog come il suo si possa iniziare ad essere cittadini. Io ci tengo.

Grazie per il suo lavoro.

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