12 lavori prima di diventare famosi, da Ligabue a Max Casacci a Marco Mengoni


[Aggiornato alle 14:50: alla voce Luciano Ligabue]

Questa mattina mi ha colpito un Tweet di NME nel quale elencava 28 lavori noiosi che i musicisti facevano prima di diventare famosi.

Prendono i casi di David Bowie (ragazzo delle consegna per un macellaio), Noel Gallager (roadie degli Inspiral Carpets) e Debbie Harry (coniglietto di Playboy).

Incuriosito dalle radici professionali di alcuni miti mondiali, ho voluto replicare il concetto applicandolo agli artisti italiani.

Per adesso sono arrivato solo a 12 inserendo anche casi celebri come quello di Giusy Ferreri oPierpaolo Capovilla, ai quali ho aggiunto quelli di Tiziano Ferro, Luca Carboni, Cesare Cremonini, Gianna Nannini, Vasco Rossi, Marco Mengoni, Max Casacci e Ninja dei Subsonica, Ligabue e Niccolò Fabi.

Potete aggiungere altri punti inserendo le informazioni nei commenti e se possibile anche un link a margine che confermi la notizia.

Pierpaolo Capovilla

Cameriere “Bea Vita”, Venezia
“L’incontro è stato casuale” spiega il proprietario “E la prima impressione non è stata meravigliosa, sembrava un beccamorto”, al minuto 00:28.

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Luciano Ligabue

Fonico di Vinicio Capossela
Prima di fare il cantautore a tempo pieno Luciano ha svolto decine di lavori, dal bracciante agricolo (professione alla quale metà dei musicisti italiani vorrebbe farlo tornare), metalmeccanico, ragioniere, commerciante, calciatore e infine conduttore radiofonico. Ma indubbiamente, la professione più elettrizzante e portafortuna è stata quella di fonico per Vinicio Capossela: “Una sera arrivano un cantautore e un fonicospiega Max Collini degli Offlaga Dico Pax che tra le altre cose, faceva il cameriere nel circolo ARCI del duo quartiere “Erano Vinicio Capossela e Luciano Ligabue, allora sconosciuti. Nel 1989 me li sono trovati davanti e quando ho sentito i discorsi che faceva Ligabue sul futuro radioso di Capossela, ho pensato che erano due illusi”.
Aggiornamento:
Max Collini aggiunge: ” [Ligbue] Faceva il fonico per l’Arci Spettacoli di Reggio Emilia, e quindi quella sera al circoletto di Reggio Emilia anche per Vinicio. Ma nel 1989 Capossela un fonico personale non poteva permetterselo credo”.

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Niccolò Fabi

Roadie per Alberto Fortis.
Era un fan di Alberto Fortis ancora prima di scoprire che suo padre era il produttore: “gli accordavo le chitarre, lo seguivo in studio. Ero colpito dalla sua invettiva contro i romani (Milano e Vincenzo) che non ho mai percepito come politicizzata, ma solo come lo scagliarsi contro un modo di ragionare: essendo poi io romano mi sentivo in dovere di difenderlo”.

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Enrico “Ninja” Matta

Batterista per Ornella Vanoni
Non che ci sia nulla di male a suonare per la ‘cantante della mala’ (Le Canzoni della Mala), ma indubbiamente Enrico cercava qualcos’altro, diciamo un po’ più di sperimentazione. Ecco perché, nonostante fosse in tour mondiale con la Vanoni, decise di accettare l’offerta di Casacci.

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Tiziano Ferro

Speaker di Radio Musica Latina
E’ un vero peccato che non si riesca a trovare nessun file audio della sua esperienza come conduttore radiofonico. Su OptimaItalia lo promettono, ma su SoundCloud non sembra più essere presente.

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Giusy Ferreri

Cassiera part-time con contratto a tempo indeterminato presso la Esselunga di Corbetta
La notizia è di dominio pubblico da più di 8 anni, nulla di nuovo, ma forse è l’unico vero lavoro noioso tra quelli elencati.

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Max Casacci

Per poco tempo ha fatto il figlio di papà lavorando nello studio cinematografico del padre Ferruccio. Nel 1986 compone la colonna sonora del film”Il Giardino degli Inganni” (sopra un’immagine del film): “Quando avevo 25 anni — ricorda Max — ho sostituito il musicista che avrebbe dovuto comporre la colonna sonora di un film di mio padre. E così da ragazzo tuttofare sul set mi sono trasformato in ‘maestro compositore’. Il film si intitolava Il giardino degli inganni, era un film in costume tratto da Garcia Lorca. Mio padre e suoi amici non avevano molti soldi ma si ingegnavano alla grande“.

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Durante le ricerche mi sono imbattuto in un articolo di Gigi Vesigna, pubblicato su Oggi, dal meraviglioso titolo “Lei Non Sa Chi Ero Io“, dal quale ho preso il resto dell’elenco.

Luca Carboni

Commesso in un ‘elegante’ negozio di abbigliamento
Luca Carboni
ha lavorato a lungo in un’azienda di carrozzine e giocattoli, ma la sua vita lavorativa cominciò con un’esperienza traumatica. «Facevo il commesso in un elegante negozio di abbigliamento del centro di Bologna e un giorno, durante una manifestazione, gli studenti lanciarono uova che imbrattarono tutte le vetrine. Il mio direttore mi mandò fuori a pulire i vetri mentre il corteo stava ancora passando e così anche io diventai un bersaglio. Me la presi più col mio direttore che con i manifestanti».

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Cesare Cremonini

Commesso in un negozio di scarpe.
“Fondatore dei Lùnapop e ora anche cantautore e scrittore, ha fatto il commesso a Bologna in un negozio di calzature”, poi i genitori gli comprarono una Vespa.

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Gianna Nannini

Da GruppoNannini.it: “La figlia Gianna, allora appena quindicenne, prima di diventare la star che tutti sappiamo, fu chiamata dal padre a cimentarsi come lavorante all’interno della fabbrica: giusto il tempo di lasciare due falangi della mano in una impastatrice!”.
Da “Lei Non Sa Chi Ero Io”: “[…] un giorno, mentre prepara l’esame di pianoforte al Conservatorio, ruba la ricetta dei Ricciarelli e, alle sette del mattino, quando nel negozio c’è soltanto il pasticcere Bruno, si mette al lavoro.
La macchina si avvia e i Ricciarelli escono a decine quando un ingranaggio le stacca due falangi della mano sinistra. Il dolore è insopportabile, l’urlo che le esce dalla gola è rauco e potente. «Pianoforte addio», scrive Gianna nella sua autobiografia, Io, pubblicata da Rizzoli, osservando che prima di quel giorno la sua voce non era mai stata così potente. «Ora sono pronta anche per l’America: ho la voce, un mestiere e otto dita. Nessuno può fermarmi, prima meta Milano»”.

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Vasco Rossi

Oltre che dall’articolo di Visigna, si ha notizie del suo primo lavoro come professore alle scuole media dal libro “Vasco” di Michele Monina (pag. 24–25): “Vasco torna a Bologna e si iscrive a Economia e Commercio […]. Nel mentre, trova lavoro come supplente presso la scuola media sttaale di Zocca, dove insegna applicazioni tecniche. Vasco Rossi professore alle scuole media: anche questa proprio riesce difficile da immaginare”.

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Marco Mengoni

Dall’articolo di Gigi Visigna: “Prima di ‘esplodere’ faceva il barman, cantava ai matrimoni e non perdeva una gara di karaoke. E pesava 95 chili”.