Lettera ai miei concittadini


Ho sempre amato profondamente la nostra straordinaria terra e la sua gente con la quale ho condiviso battaglie, avversità e soddisfazioni. Mi sento parte integrante e viva della nostra comunità e ogni mia scelta di vita è stata condizionata da questo sentire.

Insieme viviamo in un angolo di Toscana meraviglioso e apparteniamo a un popolo caratterizzato da profonda tenacia, da intensa passione e da un grande senso di appartenenza.

Oggi però qualcosa è cambiato, percepisco disincanto, sfiducia e smarrimento. Eppure siamo seduti sopra una montagna che ci invita ogni giorno a sfruttare le mille potenzialità, mai colte nella loro interezza.

Siamo figli di una storia millenaria ricca e importante, dove la gente ha lavorato sempre duramente. È necessario ritrovare l’antico vigore e credere fino in fondo ad una nuova rinascita emotiva.

È questa la sfida che mi ha spinto a prendere la difficile decisione di candidarmi a sindaco.

Non sono stato nominato “dall’alto”.

Non ho nulla da chiedere personalmente.

Mi rendo solo disponibile a dedicare il mio tempo e la mia esperienza al servizio della mia gente e del mio paese.

Ho sempre partecipato al dibattito sociale e politico della nostra comunità, impegnandomi in molte occasioni, in prima persona con passione, senza sottintesi o vantaggi personali ma esclusivamente per il Bene Comune.

Ciascuno di noi sa bene che in un paese si vive dentro case di vetro e ci si porta dietro la nostra storia con la nostra dote di credibilità da spendere e tutti, se vogliamo, siamo in grado di valutarla.

Credo nella buona politica dove il dibattito e il confronto civile sono indirizzati esclusivamente al bene della comunità e non all’assegnazione dei posti o del consenso a tutti i costi.

Non credo nell’Uomo del Destino, né nella Rivoluzione.

Potrò apparire retorico ma credo che amministrare una comunità sia un servizio.

Credo nel lavoro di gruppo di persone animate da passione, ricche di progettualità e fiduciose nel futuro, capaci di coinvolgere ogni singolo cittadino a partecipare alla vita della comunità così come già avvenuto l’otto febbraio, in occasione della giornata di ascolto della cittadinanza organizzata dal Partito Democratico.

È indispensabile per tutti noi riaccendere la fiducia e la speranza ma soprattutto riuscire a rinnovare nel cuore di ciascuno l’orgoglio, l’amore e il senso di appartenenza al paese.

Occorre scalare la montagna. Ciascuno porti sulle spalle il proprio zaino! Io farò la mia parte.

E’ chiaro che per dare corpo a una nuova stagione ho bisogno del vostro sostegno ma, soprattutto, vi chiedo di cominciare a cambiare insieme le cose perché solo tutti insieme ce la faremo!

Fabrizio Tondi

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