Artigianato e creatività, tra passato e futuro

Mio padre era falegname. Sono cresciuto con addosso l’odore del legno lavorato. Per alcuni anni ha gestito una falegnameria con diversi operai. Ricordo quando la mattina il silenzio veniva infranto dall’accensione delle macchine, ricordo le seghe circolari, ricordo le divise blu sempre sporche di trucioli, ricordo le matite rosse per segnare i punti dove tagliare, ricordo le pialle che venivano spinte con forza, lo stanzone dove le assi delle porte e delle finestre venivano incollate a vinavil, ricordo gli odori acri, il fracasso incessante, le montagne di trucioli sulle quali mi arrampicavo col mio cane e ci si rotolava di sotto.
Tiziano Fratus, L’Italia è un bosco

Iniziare un viaggio nella realtà FAMA Group significa innanzitutto immergersi in atmosfere che arrivano da lontano e che si proiettano nel futuro con la consapevolezza di una esperienza e di una tradizione importantissime.

Due aziende che affondano le radici negli anni ’50 del secolo scorso, si sono incontrate nel cammino verso una globalizzazione densa di difficoltà, ma anche di opportunità.

La sfida per chi si ritrova nel 2010 nel pieno di una crisi mondiale, una pervasiva contrazione dei mercati, diventa l’approccio controtendenza: affrontare il calo di vendite e commesse proponendo qualità e ricerca, in un settore, quello dell’artigianato d’alta qualità, che vacilla per la spietata concorrenza che arriva da aree del mondo aggressive e pronte all’assalto dei mercati tradizionali.

E per elaborare una strategia per il futuro, FAMA decide di rileggere e re-interpretare il suo passato.

I prodotti destinati all’arredamento degli ambienti sono il frutto di una costante ricerca di nuovi design, ma la personalità di ogni singolo pezzo progettato e prodotto deve essere dotata di una caratteristica fondamentale: ogni pezzo è unico, anche se riproducibile.

E’ questa la chiave di volta. Si chiamano a raccolta conoscenze, competenze, passioni e si decide di affrontare ogni singola commessa, ogni nuova opportunità, come una sfida, un ponte verso il futuro.

La lavorazione del legno e le tecnologie per ottenere oggetti in legno, sono rimaste quasi del tutto invariate per secoli ed hanno invece subito rapidi cambiamenti nell’ultimo secolo, con l’introduzione di nuovi macchinari.

Quello che invece resta insostituibile è il lavoro manuale dell’artigiano, la sua esperienze, la sua capacità di vedere realizzato il suo progetto, ancor prima di costruirlo.

Dal momento in cui il falegname decide di costruire, inizia a scegliere le assi giuste da una catasta, soppesa, accarezza, valuta i nodi, le fessurazioni, l’elasticità della tavola, la stagionatura, controlla che il legno non presenti difetti battendo le nocche sull’ asse, controlla che la fibra del legno sia lineare, diritta e uniforme. Prova a capire se quelle assi provengono da un albero abbattuto in un periodo propizio, se le assi sono state segate correttamente e stagionate in modo appropriato, se il legno tenderà a incurvarsi o a “imbarcarsi”.

E poi, dopo aver realizzato che la “materia” è pronta, decide di liberare la sua fantasia, di affidarsi alla creatività per stupire, affascinare, per trasformare un ambiente in una situazione di vita, un angolo di tranquillità, un luogo che ogni giorno regali le emozioni che ognuno di noi ricerca quando arreda una abitazione, uno studio, una villa, una taverna, un ufficio.

La costruzione di ogni singolo particolare deve rispettare una regola base: appoggiandoci la mano deve essere possibile sentire la carica di energia che l’uomo può fornire alla materia, le vibrazioni che hanno trasformato e plasmato un asse di legno, la fantasia e la creatività che hanno dato corpo all’idea.

Ma tutto questo non basta.

Si deve fare un passo in più, oltrepassare il confine geografico, la prossimità, decidere di affrontare sfide sempre più grandi.

E arriva un giorno, per impegno, per professionalità, per spirito di avventura e soprattutto grazie al lavoro di ricerca e di costruzione di una rete, la possibilità di varcare i confini nazionali, di andare oltre l’oceano, di accettare nuove sfide che hanno bisogno di altre lingue, di una cultura globale fatta di contaminazioni e di nuove esperienze.

FAMA Group è tutto questo e tanto altro.

La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E’ nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere superato. […] Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c’è merito. E’ nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze.
Albert Einstein — “Il mondo come io lo vedo” (1931)