Il cuore di Farah Serra

Crédito imagem: Karolina Grabowska Licença: CC0 Public Domain.

Come accade con tutti i brasiliani anche il cuore di Farah Serra è verde e giallo. Ha il TUM TUM come stimolo, ma è aritmico: non mantiene un ritmo costante nel suo battere. Così come la vita, in alcuni giorni batte leggero e in altri batte forte. E in tante occasioni perde il ritmo battendo troppo velocemente.

È un cuore giovane, che fa il doppio turno. Che accelera in proprio e per conto degli altri. È un cuore goloso, a cui le emozioni non bastano mai. Eppure non è egoista: sa condividere sempre molto bene le sue gioie e i suoi dispiaceri, così come le vittorie e il dolore degli altri.

È anche un cuore coraggioso, che non si arrende mai davanti alle sfide e alle incertezze. Continua, martellante, per la sua strada: a volte ha paura ma non rinuncia a cercare di trovare il suo ritmo giusto.

Si ricorda che quando ha compiuto 15 anni ancora non sapeva se voleva giocare o innamorarsi. E che non aveva nemmeno la più pallida idea di cosa voleva fare ‘da grande’. Voleva essere tante cose: professore, scrittore, medico, ballerino. Sapeva che davanti aveva tantissime possibilità. La vita, anche se gli sembrava di essere già adulto, stava appena cominciando. E tutti i suoi progetti, apparentemente così saldi, erano fragili, precari.

Magari è proprio per questo che oggi, più di 15 anni dopo, è diventato un cuore così sensibile. Dopo aver attraversato i 20, 25, 30 anni, il cuore di Farah ha avuto modo di comprendere che permettere a te stesso di non pensare è di per sé un ‘Carpe Diem’ inestimabile. Adesso, giorno dopo giorno, sta imparando a capire cosa è veramente importante, a soddisfare le proprie esigenze e a non affannarsi dietro a ciò che non è indispensabile.

Questo cuore ha pensato che nel bel mezzo del suo progetto di vita, in un momento in cui ha lasciato la carriera in sospeso, sarebbe stato un peccato buttare via il bagaglio che portava con sé. E poi ha capito che la soluzione migliore è guardarsi dentro, sbriciolando lentamente e con attenzione quello che non serve più, e fare spazio per il nuovo in un modo più pacifico, imparando a utilizzare le esperienze accumulate.

Così, la passione per la scrittura, che per un lungo periodo è stata un sogno nel cassetto, si è risvegliata. E poco più di un anno fa, questo cuore ‘è diventato’ scrittore con le risorse che aveva al momento: la volontà e il computer.

La verità è che, sui fatti della vita, questo cuore è ancora un apprendista. Perché il suo sviluppo non è solo fisico, ma anche mentale ed emotivo. A differenza delle pulci, che nascono immediatamente pulci, il cuore di Farah Serra ha bisogno di relazioni e dello sviluppo della coscienza per diventare quello che è: un cuore.

Ed esercitare tutte le sue potenzialità, essendo in grado di scegliere, affrontare le conseguenze delle sue scelte e mantenere la sua autonomia, sono caratteristiche di un cuore maturo. Per arrivare a quel punto, ci vuole tempo.

Se lo trova facile? No. Se sa quello che lo aspetta? Non lo sa. Ciononostante sa che qualcosa sta accadendo.

Semplice, facile da toccare e nostalgico, 
il cuore di Farah Serra è sinonimo di ‘imparare a crescere’.
È sinonimo di tempo per ascoltare se stesso e raccontare le sue storie.