Stringhe

“Ci sono molte strade oltre questa qua”

Eravate alla scena in cui dovevi dire che ti dispiaceva e che avresti fatto di tutto, invece al posto di parlare l’hai stretta a te.
Ti ha chiesto se stessi scherzando e poi si è scansata. Gli altri giù dal palco hanno riso per l’imbarazzo e tu ti sei ritirato senza dire niente; torniamo alla scena e non perdiamo tempo con queste scenate, così ha detto.
Avresti voluto dirle che non riuscivi a recitare, non ti andava, ché non sapevi più niente da quando lei aveva deciso di finirla lasciandoti a metà.
Avresti voluto ma poi ti sei guardato la scarpa destra slacciata, hai pensato al compito di fisica del giorno dopo e ai capelli appiccicati alla fronte. La nebbia fuori dalla finestra ha fatto il resto. O forse il dolore e tu hai solo fatto un passo e mezzo indietro.
A prove finite siete tutti usciti ma ancora non piove; c’è buio, paura, freddo e pure sonno, ma ancora non piove.
Lei se n’è andata di fretta, la sciarpa grigia, gli appunti in mano e quel sorriso che trattieniti cielo. Ha salutato qualcuno, che non eri tu. Ha pensato a un posto sicuro in cui tornare, e non eri tu.
Sei rimasto sul marciapiede illuminato dal lampione con le scarpe slacciate e e congelate, con poche ore ancora per ripassare e quella battuta in testa che chissà perché non riesci mai a dirla.
Una volta a settimana ti ritrovi davanti alla possibilità di risponderle e l’unica cosa che riesci a fare è tentare di stringerla.
Ogni volta lei crede che tu abbia perso la memoria.
Ogni volta tu sai che la ritrovi solo grazie a lei.

Sta inziando a piovere, lo sapevi e ti compiaci. 
Guanti, manubrio, equilibrio. Pensi a quanti capitoli ti mancano e alla sveglia da impostare per ripassare ancora la mattina. Le ruote a contatto con la strada fanno un rumore familiare, parte una canzone. Canti e l’aria fredda esce dalla bocca; pedali, respiri col naso e tieni il tempo con la testa; a un certo punto stai quasi urlando e non te ne accorgi. Non te ne accorgi mai.
Allo stop scegli di non fermarti per guadagnare tempo. Attraversi, l’aria fredda esce ancora dalla tua bocca e adesso tieni il tempo sul manubrio. Dell’auto che ti sta per taglilare la strada non te ne accorgi. Stai cantando a squarciagola e non te ne accorgi proprio.

Steso sull’asfalto freddo riesci a vedere le stringhe della tua scarpa stese sull’asfalto meglio di te. Ti viene in mente che domani il compito di fisica di sicuro non lo farai e che l’auto che ti ha tagliato la strada non si è nemmeno fermata. Le tue cuffie mandano ancora della musica e forse è l’unica cosa che riesce a farti stare calmo. Pensi che se ce la farai la patente non la prenderai mai, le scarpe magari un giorno imparerai ad allaccarle decentemente e la sera della prima la stringerai forte.

“miliardi di mondi esistono ancora
miliardi di vite per provare ancora”

A costo di stringere le tue stringhe alle sue, così non potrai spostarti, e lei non potrà ignorarti.
Sì. Se ce la farai, la sera della prima la stringerai davanti a tutti.

https://www.youtube.com/watch?v=7iJx3377Irc