“Proteggersi da frane e inondazioni è possibile”.

Parola di Fausto Guzzetti, direttore dell’IRPI CNR.

Frane, inondazioni, valanghe, sono fenomeni naturali molto frequenti in Italia; pensate che sono state riconosciute e mappate più di mezzo milione di frane e oltre 30000 kmq di aree inondabili. Almeno il 10% del territorio nazionale è inondabile. Purtroppo, anche di recente, è tanta la gente che ha dovuto sperimentare sulla propria pelle gli effetti di una frana o di un’inondazione. Negli ultimi cinque anni frane e inondazioni hanno causato 139 morti, almeno 176 feriti e oltre 28000 sfollati senzatetto. E poi ci sono le valanghe, come ci ha ricordato tragicamente il caso di Rigopiano in Abruzzo.”

“Si fa un gran parlare di rischio geo-idrologico e della sua mitigazione. Il fatto è che, per ridurre il rischio, servono soldi e la volontà di farlo. Tanti soldi non li abbiamo, e questo di per sé è un problema, ma quel che più conta è che sembra manchi la volontà di affrontare il problema. La volontà politica, ma anche quella collettiva, di tutti noi. Non stupisce quindi che il rischio sia, e resti, elevato. Ed è facile prevedere che nei prossimi anni dovremo contare altri danni e forse anche altre vittime”.


“ Ma c’è qualcosa che possiamo fare noi, da soli, per difenderci?”

“Certo.

Prima di tutto informarci sui rischi nelle aree dove viviamo, dove lavoriamo e dove vanno a scuola i nostri figli.

E poi adottando comportamenti adeguati. Per esempio, quando piove molto è meglio spostarsi ai piani alti delle abitazioni e nelle stanze più lontane dai versanti. Questo ci aiuta a difenderci sia dalle frane che dalle inondazioni.

Una cosa da non fare è fermarsi sotto ai versanti dai quali esce dell’acqua, perché possono franare.

Un’altra cosa assolutamente da non fare è attraversare un ponte su un torrente in piena, perché può esondare e può farlo molto velocemente.

O anche andare a spostare l’auto che abbiamo parcheggiato vicino ad un fiume. Se il fiume esonda non riusciamo a salvare l’auto, e sopratutto l’auto non salva noi.

Sembrano delle raccomandazioni banali, ma possono fare la differenza, possono salvarci la vita, in attesa che la riduzione del rischio diventi un impegno serio e una priorità davvero per tutti.

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