Fuori dal cloro

Francesco De Collibus
Nov 2 · 4 min read

Sono stato il solo a notare che nel video in cui spacca le zucche quel traditore di Mario Giordano utilizza una mazza da baseball? DA BASEBALL? Schifoso esterofilo, non poteva usare un randello veramente italiano maschio al cento per cento, come Salvatore Marino? Un asso di bastoni? Un battipanni? Un manganello della DIGOS? Un maglio fiorentino del 1400? Un autentico fascio littorio del ventennio? La colossale nerchia di Rocco Siffredi amputata? Invece niente, hai dovuto per forza riproporre la stantia iconografia a stelle e strisce del vendicatore con la mazza da baseball. Charles Bronson e il Detective Callaghan, il povero anchorman che si fa giustizia da solo, ancora, nel 2019, seriously? Con il problema che Giordano è solo una copia, l’ennesima in un albero infinito di imitazioni, acculturazioni, e scimmiottamenti, un riverbero a Cologno Monzese della TV commerciale americana spedita sull‘etere da un tycoon Italiano ex presidente del consiglio (Citizen Kane, can you hear me?). Mr. Jordan, pardon, Giordano ripropone cose già viste centinaia di volte negli USA, dai quali rivendica una indipendenza culturale brandendo mazze di uno sport che da noi nemmeno esiste. E se poi andasse più indietro, ci scoprirerebbe in quell’Halloween la festa scozzese di All Hallows’ Eve, ovvero la vigilia di tutti i santi, ovvero esattamente la stessa cosa che è da noi, e “hallow” deriva dal tedesco Heilig, perché gli anglosassoni se so pure sassoni un motivo ci sarà e la festa deriva a quella celtica di Samhain che forse deriva da un’altra e un’altra ancora,e che quando giochiamo a briscola bestemmiando dentro i bar dell’Oltrepò pavese o di Forlì credendoci unici, speciali e tradizionali in realtà non siamo niente di tutto questo siamo solo ignoranti perché quel bar è comunque gestito dai cinesi e non sappiamo niente di niente e tutti noi alla fine deriviamo da quella cazzo di Africa delle Savane contro cui mò vogliamo erigere barricate, muri, torrette, corazzate, cacciatorpediniere, mettere i lager, mitragliare i barconi, le cavallette, perdiana! Perché non c’è niente di nuovo su questa cavolo di sfera chiamata terra e che se continui ad andare tanto verso destra, o est alla fine rispunterai da sinistra, o ovest e che siamo tutti fratelli, tutti, ed è una cosa bellissima e insieme bruttissima, perché tra Liliana Segre e i comandanti curdi ti ritrovi pure poi i leghisti e gli indemoniati che spaccano zucche di cartapesta con mazze da baseball avvolte dal tricolore in seconda serata.
Però questa è la tua famiglia, caro essere umano. Non la puoi discutere, la devi solo accettare, e non ci puoi fare nulla, se non cercare creare meno imbarazzo possibile ai tuoi fratelli.

Per riprendermi leggo i racconti notturni di E.T.A. Hoffmann: tutti i racconti hanno almeno un personaggio italiano, sia esso un professore di fisica piemontese, un sanguinario brigante, una bellissima sposa napoletana o un qualche passaggio nella penisola. Moltissime delle opere di Shakespeare sono i qualche modo ambientate in un’Italia immaginaria. A un certo punto, qualcuno traccia una linea: “Questa è letteratura inglese”, “questo è il trionfo del romanticismo tedesco”: poi qualcun altro è pronto ad alzare la voce, litigare, difendere con il sangue i sacri confini della patria, a stabilire che questo è nostro, questo è loro, ad affermare una superiorità di quella linea immaginaria su altre linee immaginarie. Intanto il prussiano Hoffmann sposava una polacca in una chiesa cattolica, alcune teorie (improbabili) sostengono che Shakespeare fosse persino di origine italiana, forse i canti omerici avevano in mente la geografia del Baltico e non quella del Mediterraneo. Forse. Gesù non disse mai “ora fondo una nuova religione”: quindi il cristianesimo è a tutti gli effetti una setta dell’ebraismo. Maometto, su dettatura divina, scrisse “Vi confermo tutto quello che vi disse Gesù, tranne che egli fosse il figlio di Dio”. Sarebbero insomma sette di sette dell’ebraismo, siamo tutti derivazioni, contaminazioni eppure ancora berciamo di antisemitismo, ancora diamo sfogo all’islamofobia, ancora non realizziamo quanto fantasiose e artificiali siano queste questioni legate all’identità, ancora difendiamo l’onore della nostra famiglia, la terra dei padri, ma quanti padri e madri abbiamo? 2 elevato alla n, dove è il n è il numero delle generazioni. 2 genitori, 4 nonni, 8 bisnonni, 16 bisavoli, 32 trisavoli… arriva alla decima generazione (300 anni fa?), e sono già 1024. Difficile tenere le identità pulite e le tradizioni incontaminate con tutta questa gente, vero? Certo è difficile dire chi siamo, e non stupisce che molti preferiscano le favole alla realtà. Il problema è che sono favole scritte molto, molto male, e peggio ancora che noiose, esse sono anche dannose.

Welcome to a place where words matter. On Medium, smart voices and original ideas take center stage - with no ads in sight. Watch
Follow all the topics you care about, and we’ll deliver the best stories for you to your homepage and inbox. Explore
Get unlimited access to the best stories on Medium — and support writers while you’re at it. Just $5/month. Upgrade