Pirati dei Caraibi 5 Review

Prima di cominciare devo avvertirvi: questa recensione potrebbe contenere SPOILER. Quindi la lettura è a vostro rischio e pericolo. Iniziamo!

Pirati dei Caraibi, la vendetta di Salazar (che poi il titolo originale sarebbe Dead Men Tell No Tales ma whatever), è il quinto capitolo della famosa saga, diretto da Joachim Rønning e Espen Sandberg, registi di Kon-Tiki, candidato agli Oscar del 2013 come miglior film straniero.

Scritto da Jeff Nathanson, prodotto da Jerry Bruckheimer, Pirati dei Caraibi 5 lascia molto a desiderare nel suo complesso: la sceneggiatura è molto banale e vengono presentate molte scene inutili e senza senso spalmate sull’intero film. Solo l’interpretazione di Jhonny Depp e Javier Bardem fanno da salvagente e riescono a tenere a galla il tutto.

In questo film si tenta di fare retromarcia e tenta di puntare su molti aspetti della saga che erano stati abbandonati o lasciati in disparte. Cerca di puntare sul passato e su elementi che hanno portato la saga al successo come anche la presenza di Orlando Bloom e Kira Knightley che tuttavia credo non sia stata d’aiuto: non hanno riportato la saga agli splendori del primo capitolo.

Invece i nuovi personaggi introdotti (Henry Turner e Carina Smyth) funzionano abbastanza bene ma sono supportati da una sceneggiatura mediocre che non ha buone basi per sostenere il ritmo del film. Nelle prime scene possiamo assistere al declino del protagonista Jack Sparrow che non è più considerato il pirata di una volta: beve rum in continuazione, non è capace a rubare una cassaforte, perde la sua nave e la sua ciurma. Si potrebbe fare un parallelismo tra il declino di Jack e quello della saga: la differenza sta nel fatto che Jack Sparrow, alla fine del film, torna ad essere il re dei pirati, quello che era un tempo, mentre la saga non fa balzi in avanti ma resta immobile su uno scoglio.

Nel complesso lo ritengo abbastanza mediocre e credo che in fondo non sentivamo il bisogno di questo quinto capitolo.