ESPAÑA VA BIEN

La Spagna sembra essere l’argomento della settimana, e quindi dedico anche io un insieme di 3–4 punti alla questione, anche se mancano ben 9 mesi alle prossime elezioni.

Trend dei partiti politici spagnoli degli ultimi anni
  1. PODEMOS come primo partito, ma ha smesso di crescere.
    Su Podemos come miracolo/esperimento/cantiere della nuova sinistra si sono espressi in tanti, non ultimo Gilioli con il suo reportage, e tutti eseguono la loro lettura unicamente dal punto di vista italiano, della sua eventuale trasposizione in Italia.
    Ma cosa succede in Spagna?
    Succede che in molti ipotizzano che il movimento nato dagli indignados abbia scollinato: nato per protesta, cresciuto per la crisi, una volta affermatosi abbia cominciato a soffrire il riflusso di chi magari non condivide in toto le sue politiche che iniziano a diffondersi. E anche la battaglia di opposizione ha una sua tempistica che spalmata sui due anni inizia a perdere momentum.
    La manifestazione del 31 gennaio passato è stata molto partecipata (100.000 persone) ma il clima è stato descritto come freddino.
    Iniziano a circolare voci di alleanze politiche locali che infastidiscono una parte di “duri e puri”.
    E gli ultimi sondaggi vedono per la prima volta una flessione nei consensi, soprattutto a causa della repentina crescita di Ciudadanos — un nuovo partito di centrosinistra — ma va segnalato che la flessione di Podemos è simile a quella del PSOE e minore del PPE.
    La domanda quindi è: Podemos ha raggiunto il picco di un breve ciclo e non riuscirà a tenere il passo per altri 9 mesi andando via via sgonfiandosi? Oppure il suo è un assestamento sistematico su una base di votanti fissa su cui costruire o perdere consenso da qui a dicembre?
  2. POLARIZZAZIONE
    Dai dati degli ultimi sondaggi emergono due cose: la Spagna è un paese che si sta lasciando alle spalle un sistema bipartitico (particolare) che reggeva da che è finito il franchismo, ma a differenza dell’Italia lo sta facendo in maniera uniforme. I governi Zapatero e Rajoy sono stati evidentemente l’ultima cartuccia valida sparata da entrambi gli schieramenti che al momento stanno fallendo sia come proposta di governo — PPE, con una gestione della crisi non pessima, ma che non sembra in grado di agganciare la ripresa - che di opposizione: il PSOE avanza una proposta che al di là delle camisas blancas di Pedro Sanchez non sembra offrire nulla di innovativo sul fronte programmatico; si sono scottati con il “massimalismo” di Zapatero e han pensato di ripiegare con una proposta più moderata per intercettare il voto in uscita dal PPE. Non sta funzionando evidentemente.

Questo grafico indica l’intenzione diretta di voto, la risposta spontanea che si differenzia dalla scelta tra i possibili partiti perchè dovrebbe indicare una maggiore affezione al partito e una base più stabile di voti: il delta di Podemos tra indicazione diretta e scelta proposta è la più bassa tra i maggiori partiti, ma la cosa interessante è soprattutto la bassa indicazione di PP e PSOE che evidentemente hanno campato di rendita troppo a lungo, al punto che al Pais nei sondaggi infilano domande come questa:

“Quelli che ora affermano che voteranno Podemos o Ciudadanos lo fanno per manifestare la propria rabbia, ma quando ci saranno le elezioni generali finiranno per votare altri partiti”

e

“Se le elezioni generali verranno vinte da partiti diversi da PP e PSOE, il recupero economico della Spagna sarà più lento”

In ogni caso anche Iglesias, leader di Podemos, sta iniziando a doversi confrontare con una base di cittadini che, sentite e apprese le sue politiche oramai su base quotidiana e nazionale, lo affronta e lo teme:

lo scollinamento può arrivare anche di qui: finita la prima fase di protesta, il riflusso potrebbe essere semplicemente fisiologica.
La seconda dovrebbe essere la proposta, che al momento sta facendo storcere molti nasi. Da qui passerà la sopravvivenza per i prossimi mesi.

3. ESPAÑA NO ES ITALIA

Molti descrivono Podemos come l’aggregazione delle sinistre che in Italia non riusciamo proprio a portare avanti mentre all’estero che sono più fighi e bravi si.
Non è così: la somma dei partiti di sinistra / centrosinistra /locali / nazionali vede: PSOE, Ciudadanos, Podemos, IU e UPyD per un totale (stando ai sondaggi) del 70% circa, con un’astensione stabile tra il 20 e il 25%.
La Spagna non è l’Italia, nè lo sarà mai. Facciamocene una ragione.
Podemos arriva dal 15-M, che nasce con gli indignatos.
Dice Giglioli che abbiamo perso il giro, che “L’appuntamento con la storia voi l’avete avuto vent’anni fa, quando è crollata la Prima repubblica come da noi oggi sta precipitando il bipartitismo. Solo che in Italia la risposta è stata Berlusconi, con le sue tv: quindi ha vinto il populismo di destra.” ma non è vero: abbiamo avuto poi i girotondini, il popolo viola, la rivoluzione arancione, e più recentemente l’onda.
E’ che c’han fatto schifo, soprattutto a sinistra.
Quindi pochi cazzi.

4. I PREAMBOLI DEL DISAGIO

Questa è una considerazione oltremodo personale, e che ovviamente lascia il tempo che trova, ma una certa attenzione alla capacità di leggere, raccontare e prevedere ed annunciare certi fenomeni sociali da parte della musica alternativa (ma alternativa davvero, no robetta depressa) andrebbe riconosciuta.

Cut Killer e la scena hip hop raccontavano i disagi delle banlieu francesi con un decennio di anticipo, i NOFX hanno speso i loro anni migliori (’94 — ‘08) a raccontarci di come il problema razziale negli Stati Uniti non fosse per niente risolto. Neanche con i telefilm. Neanche con Obama. Sono stati ampiamente sbertucciati, a quanto pare a torto.
Per le vicende spagnole invece, vi lascio ai bellissimi versi di PulPul.

No tengo ni un puto duro, estoy en la puta calle
me he quedado sin currelo.
No he pagado la hipoteca, me han expropiado la casa
y casi voy al talego.
Acuerdos de sindicatos, de gobierno y empresarios
me han dejado sin el paro.
Trabajando muy jodido cuando me iban a hacer fijo. ¡fijo!
que me han despedido.

Y es que españa va muy bien
va muy bien pa los de siempre:
pal bankero pal alcalde y para nuestro presidente
pero pal que selo curra todo sigue igual de mal.
No nos toques los cojones, iros todos a mamar.

Recortar gastos sociales, apretando al pensionista,
repatriar al inmigrante
es política de ricos, empresarios y bankeros
multiplican su dinero.
Enriqueces al que tiene y al que no tiene detienes
con tus perros obedientes
cuando pasen cuatro años y lleguen las elecciones
VA A VOTAR SU PUTA MADRE.

SKA-P / ESPAÑA VA BIEN (1998)

Finirà che il problema italiano è che non abbiamo NOFX e SKA-P, ma Vasco Rossi e Fedez…

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