Chiedi a Coltrane: Una giornata particolare

Una giornata particolare, Ettore Scola

Bagatelle ed aforismi sul senso e il nonsenso della vita

Aforisma della settimana: “ Guarda il cielo per vestirti, ma accendi la luce quando scegli i calzini.”

Approfittai del fatto che tutti fossero a letto. Mi guardai intorno: avevo un mucchio di lavoro da fare. Non fate mai traslochi con i gatti tra i piedi. Amano le scatole più di chi li sfama. Le amano irragionevolmente. Sono folli, dannati spiriti della casa. Qualcosa tra le condutture informa la loro indole irrequieta, li persuade che solo torturandovi il conto verrà saldato. Coltrane se ne stava in disparte, nella penombra. Per lui la questione non aveva senso. Un trasloco è essenzialmente una traslazione dello spirito. Ci si allontana per scelta o per forza da noi stessi. Ci si osserva da lontano, banalmente benevoli. Lo stesso rito delle scatole ha a che fare con una festa funebre. Un falso congedo da qualche io passato. Coltrane i miei li conosceva tutti, uno per uno. Mi aveva visto bambino dai capelli ribelli, taciturno per paura di sbagliare. Uno che a 5 anni si era presa la briga di dettare alla nonna materna: “un’ombra cade nella notte, questa è la fine di un uomo.” Divenni in poco tempo la celebrità del caseggiato. Più o meno come quando segnai venti punti filati in una partita di pallacanestro. La volta dopo mi scelsero al primo giro, ma tornai il brocco di sempre. Pure i miei parenti avrebbero dovuto aspettarselo, invece di convincersi che fossi il genio della scrittura. Balle. Scrivere non è una roba estemporanea, non basta un po’ di fortuna. Prima regola: mai volersi troppo bene. Più o meno come nella vita, che ad essere indulgenti con noi stessi si finisce per rincoglionire. Osservai gli oggetti da impacchettare. Non c’era niente di me bambino o ragazzo. La mia vita iniziava da quando mi ero trasferito a Firenze. Ci si porta appresso solo ciò che vogliamo. Il resto finisce in discarica. Non c’era traccia dei miei, né di mio fratello. Mai avuto un fratello, ma dato che possedevo Coltrane, un cane fantasma, la cosa non era da escludere a priori. Dicono abbia un brutto carattere, troppo pignolo, troppa buona memoria, troppo assertivo. Possibile, ma chi ha buona memoria dimentica solo ciò che non desidera ricordare. Nascevo da quando mi ero inventato personaggio. La storia del negroni, il jazz a cui mi introdusse un’amica, il sigaro cubano, le ragazze, lo sceneggiatore. Avevo cominciato a scrivere per la TV. Roba in prima serata che mai avrei guardato nemmeno costretto. Finì il giorno in cui mi chiesero di trovare una battuta per simulare un rapporto sessuale tra due poliziotti. L’head writer s’inventò al posto mio “Succhiami l’anima” e capii che poteva bastare. Tutte cazzate. Si nasce, quando si comincia a rischiare. Quando si stacca il piede per spiccare il salto. Lo avevo fatto, anche sbagliando, ma lo avevo fatto. Avevo abbandonato tutto e tutti, poi ad un certo momento smisi. Capita. Si prende pian piano sul serio il proprio destino. Paccottiglia colorata buona per una vita intera. Ricordo l’urlo di Silvia quando partorì Andrea. Un urlo che credo scoraggiò il resto delle puerpere in attesa. Ricordo gli incidenti, quelli più gravi e dolorosi e tutti i giorni belli. Il sorriso di Giorgia ogni volta che le dico quanto è bella e quando, subito dopo, ci ripetiamo che lo è perché è buona e gentile. Ricordo Andrea che mi distrae apposta per potermi baciare a tradimento. Ricordo cose senza senso e altre che un significato ce lo dovranno pure avere. Il gatto mi si acciambellò accosto, facendo rumorose fusa. Non sembrava più così stronzo, Berlinguer. Lui la mamma non l’aveva nemmeno vista. Preso a calci appena nato, rotto come un giocattolo e, quindi, raccattato da un gruppo di veterinari. Adesso eravamo noi la sua famiglia. Ripresi a fare le scatole. Iniziai ad impacchettare i dvd. Tra le mani mi capitò la videocassetta di “Una giornata particolare”. Non ebbi dubbi nel conservarla. A che serve un videoregistratore di fronte ad un simbolo? Il mio ormai era guasto da tempo, ma non importava. Ricordavo quel che occorreva, del film e della mia vita. Ciò che serve a rispettare ed amare la mia anima e l’anima altrui da qui fino al termine della notte.