Perché Snapchat è molto più incisivo di Twitter (per fare giornalismo)

Illustrazione di Andrew Greif

Come funziona Snapchat? E soprattutto, come si fa giornalismo su questa piattaforma? Il Corriere della Sera sabato ha provato a dare una risposta a queste domande. E, primo quotidiano in Italia, ha filmato e fotografato l’attesa della finale di Champions tra i tifosi di Atletico e Real Madrid pubblicando tutto (in diretta)(username: corrieresera, la storia completa si trova ora su Corriere.it). Un esperimento sulle orme di Bbc e Al Jaazeera e altri quotidiani che stanno iniziando a buttarsi su questo social.

http://video.corriere.it/corriere-sera-sbarca-snapchat-racconta-cosi-vigilia-finale-champions/58df0ca0-2504-11e6-a9d3-8bf76315dcbb

In un pezzo pubblicato su Recode, Jason del Rey offre qualche spunto di riflessione. Partendo da uno dei principali problemi di Twitter: il fatto che ogni singolo tweet non arriva necessariamente a tutti i propri seguaci. Ma solo un numero molto limitato di follower si imbatte effettivamente nei cinguettii degli account che segue.

Inoltre: i tweet «scorrono» e si perdono nel flusso di aggiornamenti, mentre le storie di Snapchat (il luogo utilizzato dalle testate non presenti nella sezione Discover) ogni volta che vengono aggiornate tornano in cima alla «home», raccogliendo tutti i contributi pubblicati fino a quel momento.

Insomma la forza di questa app consiste (anche) nella creazione di racconti multimediali dove video e foto vengono montati automaticamente in maniera consequenziale e restano a disposizione degli utenti per 24 ore.

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