La nostra Europa
Graziano Delrio
18028

Santissime parole e totalmente condivisibili. E dunque, che si fa? Ci fermiamo a queste belle enunciazioni? Una cosa che sarebbe bello vedere, è un Partito Democratico che, insieme ad altri in Europa, riprende carta e penna (o desktop, i tempi cambiano!) e prova a disegnare un percorso, con tappe, traguardi intermedi, tempi realistici, che ci porti nella direzione degli Stati Uniti d’Europa. Si dirà: oggi non è più di moda, chi mai ci verrebbe dietro? Non è vero, non è così. Se si ha il coraggio e la forza delle proprie idee, se si è capaci di affermarle con la dovuta forza e convinzione, il seguito lo si trova, eccome! Oggi ci si lamenta che la gente non ha più speranza, non vede un futuro, ma è proprio questo il punto: la gente ha bisogno di speranza, la gente ha bisogno di futuro, di prospettive. Ma se nessuno glie le dà, se quelli che parlano distribuiscono solo paure e ossessioni, se chi dovrebbe indicare queste speranze e questo futuro perde solo tempo dietro a disquisizioni su congresso sì, congresso no, anzi, assemblea programmatica, e poi chi vincerà, Renzi, Franceschini, o Del Rio. Ma porca miseria, la volete capire che a noi non ce ne frega niente dei vostri equilibri, dei vostri ego ipertrofici, del vostro strabismo, delle vostre schizofrenie? Che da voi vorremmo sentire parole di forza, di speranza, e invece vediamo solo dita negli occhi? Vi scongiuro, piantatela, e piantatela tutti, non è solo Bersani che andrebbe preso a sberle, dovreste davvero prenderle tutti!

E qui veniamo all’altra Europa, quella che c’è oggi. Avrà mille difetti, ma non dimentichiamoci che l’Europa di oggi è quella che avete fatto, e state facendo, “voi”. E quando dico “voi”, intendo proprio voi, visto che, per dire, il PD è il più grosso partito europeo nello schieramento socialista. Dunque, prima di lamentarvi, fatevi un esame di coscienza. E poi, nelle critiche alla “cattiva Europa della Merkel”, per cortesia, andiamoci piano. Noi siamo sempre stati, nel passato, pesantissimamente inadempienti e abbiamo dimostrato (ai tempi della “finanza creativa” di quel genio di Tremonti, e anche prima) di essere totalmente inaffidabili. E nonostante ciò, nell’ultimo triennio (sicuramente grazie alle ottime azioni del vostro Governo), siamo stati ”gratificati” di una trentina di miliardi di flessibilità (a parte terremoto e immigrati, naturalmente, per i quali è sacrosanto pretendere lo scorporo), e pertanto non dobbiamo strapparci troppo le vesti se a Bruxelles ci dicono: “Ragazzi, ora basta”. Perchè comunque non abbiamo abbassato il debito, non abbiamo fatto una seria spending review, e adesso abbiamo fatto cadere un Governo che stava costruendo un minimo di credibilità, e il partito di maggioranza relativa sta ora dando lo spettacolo desolante che non è solo sotto i nostri occhi, ma sotto gli occhi di tutta l’Europa. Caro Del Rio (o caro Renzi, o caro Gentiloni), ma se fossi nei panni di Schauble, o della Merkel, o di chi vi pare, ma come vedresti il futuro dell’Italia, anche solo guardando quello che succede al Nazareno, o quello che sta succedendo a Roma? Perchè, diciamocela tutta, Roma è stata messa nelle mani di quegli sconsiderati dei Cinque Stelle, proprio dall’incapacità del PD di gestire la situazione locale. E allora, forse è bene lasciare perdere i sogni di Stati Uniti d’Europa, visto che i nostri politici (voi) non sono capaci di costruire un presente (e un futuro) per la nostra Capitale e il nostro Paese, presi come sono dai loro incommensurabili ombelichi!