E se…

Pronti per qualcosa sicuramente di già detto? Qualcosa detta già da qualcuno in passato? Impossibile essere originali in un universo troppo datato per le novità.

Come i Depeche cantavano del loro “Gesù personale”, guardando la serie Tv “American Gods” mi sono posto la domanda:”E se ognuno di noi, al termine della propria esistenza, avesse un suo paradiso personale?”
In fin dei conti nasciamo soli e muoriamo soli e se andassimo in un luogo del tutto inimmaginabile da soli dopo il nostro ultimo giorno sulla Terra? Ovviamente devo precisare che questo pensiero è strettamente legato alla mia necessità di avere un luogo, un posto dove andare, dopo la morte. Non è possibile che dopo ci sia il nulla, e che cavolo! Magari mi reincarnerò in una formica che verrà schiacciata poco tempo dopo la sua nascita, poi reincarnarmi a mia volta in qualche altro corpo per morire poco dopo ancora e capire l’importanza del tempo? Spero di no, per quanto mi riguarda.

E se finisse con i classici Inferno e paradiso? Stiamo scherzando? Probabilmente uno dei due è totalmente vuoto o quasi. Parliamoci chiaro, i casi sono due:
1) I requisiti minimi per entrare in paradiso sono troppo alti, dando ragione a tutti quei precetti e comandamenti che ti fanno stare più scomodo di una reclusione in una vergine di Norimberga e quindi solo pochissimi eletti si ritroveranno adagiati sulle nuvole per l’eternità. I restanti, io in primis a portare lo stendardo della legione dei dannati o nel ruolo del tamburino sfigato, ad occupare l’inferno pentendosi e lamentandosi degli errori commessi, un pò come quando si è in fila alla posta.
2) Dio che è amore e perdono, un istante dopo il nostro ultimo respiro, ci assolve da tutte le malefatte ed i peccati svolti durante il nostro periodo da esseri viventi. All’inizio sono sicuro che potrebbe dare molto fastidio a coloro che han cercato di essere casti e che non han gettato neanche una carta a terra, il ritrovarsi in paradiso gomito a gomito con chi ha partecipato a baccanali, non ha santificato le feste oppure con uno juventino. Ecco spiegato il perchè nessuno è tornato dall’aldilà, ci estingueremmo in meno di 2 giorni. Tutti promossi in paradiso però.

Il paradiso personale sarebbe molto meglio di quello “pubblico”, riuscite ad immaginare parenti ostili (Dio vi ha già perdonato ma ricordate che non è solo un dio misericordioso, è anche vendicativo!) e pseudoamici che vi ronzano attorno per l’eternità? Effettivamente durante le festività con i pranzi in famiglia già proviamo questo senso di nausea unito alla voglia di teletrasporto o tumulazione istantanea e quel tempo sembra davvero durare un’eternità ma, l’eternità vera e propria, si che fa paura con una compagnia così. Da “Personal Jesus” a “Better off alone” è un attimo.

No, io voglio il mio posto eternamente sicuro e silenzioso con i suoi 15–20 gradi di temperatura, voglio un comodo cuscino per appoggiare la testa, vuota da ogni pensiero “non paradisiaco”, ed ammirare paesaggi fantastici mentre sorseggio una delle mie infinite bevande fresche (anche la sete dovrebbe sparire in questo luogo ma è il MIO paradiso e quindi me la provoco per poi dissetarmi, “ Get the F off my lawn!”)